Donne Vere, chi è Rebiya Kadeer, sostenitrice dei diritti del popolo Uiguro


Rebiya Kadeer e gli Uiguro, il popolo al quale appartiene orgogliosamente nello spirito e per il quale lotta da decenni, entrambi sono correntemente identificati dalle autorità cinesi con una triade esemplare: "terroristi, islamici e separatisti" il che rende a dir poco necessario un approfondimento. Aggettivi forti e non necessariamente reali, che costituiscono la base di un'opposizione feroce, giustificatamente imperlata nella cornice ufficiale dell'Organizzazione della cooperazione di Shanghai, che unisce Cina, Russia e altri paesi dell'Asia centrale come Kazakhstan, Kirghizistan, Tadjikistan Ouzbékistan).
Una donna che ha scelto di mettere il suo volto su una delle cause sociali meno conosciute, quella degli Uiguro, etnia turcofona e minoranza islamica situata nel nord-ovest della Cina, in particolare nella regione autonoma dello Xinjiang, ma soprattutto una compagine umana sostanzialmente pacifica, nonostante il rischio di radicalismo, che non la Kadeer non esita a difendere a spada tratta.
Imprenditrice infaticabile di modeste origini e promotrice del sistema del micro-credito, Rebiya è stata prima designata, in qualità di donna d'affari, come membro della delegazione cinese alla Quarta Conferenza Mondiale sulle Donne dell'ONU svoltasi a Pechino nel 1995, e poi processata e imprigionata quattro anni dopo, dalla stessa nazione che aveva rappresentato, con l'accusa di aver rivelato segreti di stato, sotto forma di "ritagli di giornale" inviati al secondo marito Sidik Rouzi, anche lui attivista ma espatriato negli Stati Uniti. Liberata, bandita e inviata negli USA, dove risiedono anche cinque dei suoi undici figli, eletta nel 2006, è oggi Presidente del Congresso Mondiale degli Uiguro, organizzazione internazionale in esilio, che ne rappresenta l'interesse collettivo anche in esilio.
Nonostante prima del 18° congresso del Partito Comunista Cinese si fosse espressa sul Washington Post, per un'evoluzione della situazione in senso riformista con l'arrivo di Xi Jinping, soli tre mesi dopo ammette amaramente di essersi sbagliata, come dimostrano le tre condanne a morte di Uiguro, messe in atto a partire dall'insediamento del nuovo Segretario Generale. Abbiamo incontrato la sua vicenda qualche settimana fa, quando la Kadeer è passata per Parigi, e continueremo a seguirla, nella sua forza, nel suo coraggio e anche nelle tante speranze tradite che incarna. 

Photo by KAZUHIRO NOGI/AFP/GettyImages

Via | lemonde.fr/asie-pacifique

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