Sondaggi politici 2013: Matteo Renzi sarebbe il premier più gradito

Matteo Renzi
Chi vorrebbero gli italiani come prossimo Presidente del Consiglio? Alla domanda posta da SWG, il 28% degli intervistati ha risposto senza esitazione Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze è sulla cresta dell'onda in questi giorni post-elezioni, e anche se ha dichiarato di non essere disponibile ad andare a Palazzo Chigi se non dopo nuove primarie, la sua candidatura alle possibili elezioni anticipate nel giro di pochi mesi sembra quasi un dato di fatto.

Renzi può contare, stando al sondaggio, su un consenso trasversale che gli permetterebbe di raccogliere voti anche tra gli elettori degli altri schieramenti. Se infatti è indicato dal 35% degli elettori Pd, piace al 28% degli elettori del Movimento 5 Stelle, al 27% di quelli di centrodestra e al 26% dei sostenitori di Mario Monti. Pierluigi Bersani, invece, si deve fermare al 14% del gradimento tra gli intervistati, solo un punto in più di Beppe Grillo. Silvio Berlusconi tiene duro, ed è indicato come prossimo premier dal 10% degli elettori. Il 7% vorrebbe Mario Draghi, il 6% è per un reincarico di Mario Monti, mentre chiudono la classifica con il 3% i ministri Passera e Cancellieri.

SWG ha chiesto anche di indicare il nome preferito tra quelli in corsa per il Quirinale. In questo caso manca un nome condiviso, tanto è vero che ben il 38% degli intervistati non ha espresso preferenze tra le personalità indicate. Il nome più gradito, con il 14%, è quello di Emma Bonino, seguita da Romano Prodi, Silvio Berlusconi e Mario Monti, tutti e tre al 9%. Dario Fo, indicato dal Movimento 5 Stelle (anche se lui ha fatto sapere di non essere disponibile) raccoglie l'8% delle preferenze, un punto in più di Giorgio Napolitano. Infine il ministro Anna Maria Cancellieri (4%) e Giuliano Amato (2%).

E per quanto riguarda il programma? Il nuovo governo, secondo il 23% degli intervistati, dovrebbe mettere al primo punto la riduzione del numero dei parlamentari. Un altro 23% mette invece in cima le misure per la crescita. È interessante in questo senso notare come un provvedimento assolutamente necessario e urgente come quello per la crescita sia messo sullo stesso piano della riduzione dei parlamentari – cavallo di battaglia grillino – che è senza dubbio auspicabile ma da sola non farebbe uscire dalla crisi. Altri punti molto citati, dal 20 e dal 19% degli intervistati, sono la riforma elettorale e l'abolizione ai finanziamenti dei partiti: anche in questo caso si vede come Grillo sia riuscito a dettare l'agenda politica, mettendo in secondo piano le misure per la crescita, l'occupazione, il welfare o i diritti civili, citati solo dall'1% degli intervistati.

Foto © Getty Images

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO