Countdown elettorale: 35 giorni al voto


Mancano 35 giorni - se ho contato bene - alle elezioni politiche.

Lo spettacolo offerto da questo inizio di campagna elettorale, come succede molto spesso, non è edificante e la fase della composizione delle liste non si presta certo a generare ottimismo tra gli idealisti della politica: pregiudicati, figli di (di vip, intendo!), signorine grandi firme (questo termine non so chi l'ha inventato ma mi pare eccellente per indicare i vari personaggi candidati come se si trattasse di invitarli ad una prima alla Scala); parlamentari che non hanno brillato nelle altre legislature, segretarie di, portavoce di, ex generali un po' discussi, indagati vari.

La rassegna stampa riporta una lunga serie di “moti popolari” scoppiati in quasi tutte le regioni d'Italia a causa dei candidati catapultati da Roma alla disperata ricerca di un seggio sicuro. Alcuni protestano perché non sono stati rispettati criteri geografici imponendo personaggi di altre terre, altri lamentano lo scarso spessore dei futuri eletti, altri ancora si lamentano perché la loro corrente è stata sottorappresentata.. Anche qui tutti preoccupati del bene pubblico e della buona amministrazione, naturalmente.

Ad ascoltare Marco Travaglio ad Annozero, mentre fa la lista degli impresentabili che invece sono stati presentati per essere eletti al Senato della Repubblica e alla Camera dei Deputati, verrebbe forse voglia di rivedere al ribasso le quotazioni del nostro sistema democratico, che già non sono proprio eccezionali.

Una domanda, a 35 giorni dal voto, sorge quindi spontanea: che fare?
Turarsi il naso avallando scelte inopportune e candidati discutibili indicati in base ad alchimie tutte romane o prenotare fin d'ora in un bell'agriturismo sulle colline per godersi l'ultimo week end della vecchia legislatura senza farsi venire la gastrite?

Foto: Treviño

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