Conclave 2013: prendono quota Angelo Scola e Odilo Pedro Scherer

La Cappella Sistina si prepara al Conclave

I cardinali si preparano a entrare in Conclave martedì 12 marzo, un mese e un giorno dopo l’annuncio delle dimissioni da parte di papa Benedetto XVI. La scelta del martedì sembra essere strategica, come sottolinea Alessandro Speciale:

La data di martedì per l'inizio del Conclave potrebbe essere frutto di un compromesso tra quanti avrebbero voluto un inizio più rapido – lunedì o addirittura domenica – e chi avrebbe voluto invece prolungare le discussioni tra i cardinali all'interno delle Congregazioni Generali. I porporati si incontreranno ancora sabato e forse lunedì mattina prima dell'ingresso in Conclave.

Continuano le discussioni dei cardinali


Il telecomando in latino usato dai cardinali per le votazioni nelle Congregazioni Generali

Intanto nell’ultima congregazione generale dei cardinali, oltre a decidere la data del Conclave, si sono avute altre discussioni. Questa la dichiarazione ufficiale di padre Lombardi, portavoce della sala stampa vaticana:

Hanno preso la parola 18 Padri. Il numero totale degli interventi – e anche degli intervenuti - nel corso delle Congregazioni generali ha così raggiunto il centinaio. Fra gli argomenti toccati, per arricchire la lista sommaria di tematiche già indicata nei giorni scorsi, si possono aggiungere fra gli altri: il dialogo interreligioso; la bioetica e la giustizia nel mondo; l’annuncio evangelico come annuncio di amore, gioia e misericordia; il ruolo della donna nella Chiesa; la collegialità.

Scola e Scherer in pole position


Il cardinal Angelo Scola

Tenendo ben chiaro il detto per cui “chi entra in conclave papa ne esce in cardinale”, secondo gli osservatori i papabili forti sono due: l’italiano Angelo Scola, arcivescovo di Milano e il brasiliano Odilo Pedro Scherer, arcivescovo di San Paolo. Scola è

Considerato fin dall’inizio uno dei possibili candidati al Soglio, su di lui potrebbero convergere i voti di diversi cardinali americani e di altri elettori europei, dalla Germania ai Paesi dell’Est, oltre che di qualche italiano. Non va poi dimenticato che anche grazie all’iniziativa della Fondazione Oasis, il porporato ambrosiano ha intessuto rapporti pure con le Chiese orientali, ad esempio con il patriarca libanese Bechara Rai.

Scherer dal canto suo

vanta una lunga esperienza curiale e vaticana e avrebbe il sostegno di alcuni autorevoli porporati della Curia, dall’ex Prefetto dei vescovi Giovanni Battista Re al decano Angelo Sodano (che però non entrerà nella Sistina a votare).

Il cardinal Odilo Scherer

La sicurezza del Conclave

La questione Vatileaks è onnipresente, a volte in maniera esplicita altre volte implicitamente. Per questo motivo sono state rafforzate le misure di sicurezza, il Vaticano è infarcito di microspie ed è tutto schermato per evitare intrusioni esterne (o uscita di dati dall’interno). Le microspie e l’onnipresenza della gendarmeria crea qualche problema: come garantire la riservatezza dei colloqui tra cardinali che avvengono fuori delle congregazioni generali? Nota Giacomo Galeazzi:

In Segreteria di Stato spiegano che è «come per la conversione post-bellica». La caccia ai «corvi» ha legittimato misure eccezionali che in sede vacante si rivelano una minaccia alla riservatezza. Un apparato «pesante» da «tempi di guerra» che ora va riadattato alla delicatissima fase «pacifica» della scelta del Pontefice. Già adesso è schermata l’Aula del Sinodo dove si svolgono gli incontri pre-conclave per impedire l’utilizzo dei cellulari ed è stata disattivata la rete wireless al punto da provocare il black out comunicativo nelle vicine postazioni-stampa. Durante l’elezione pontificia sarà sorvegliato il percorso degli elettori tra Santa Marta e la Cappella Sistina e si sta pensando anche alla loro perquisizione. Il rischio è una fuga di notizia anche con mezzi informatici o tecnologici.

Questo fine settimana è a rischio, diciamo così. Oggi e domani, infatti, la stampa avrà accesso alla Cappella Sistina per vedere come tutto è stato sistemato. Lunedì, però, la gendarmeria vaticana dovrà controllare centimetro per centimetro tutto il percorso che compiranno i cardinali, la Cappella Sistina e la Casa Santa Marta, per evitare che tutto sia in ordine e non ci siano possibilità di fughe di notizie. Anche questo è il conclave nell’era digitale.

Il nuovo papa a Santa Marta

Come avvenne all’indomani di papa Benedetto XVI, il nuovo pontefice non risiederà subito nel suo appartamento, ma nella casa Santa Marta per permettere alcuni lavori di ristrutturazione nell’appartamento papale.

Planimetria della Casa Santa Marta in Vaticano

Foto | Getty
Infografiche | Centimetri

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