Compravendita di senatori, De Gregorio racconta: «Berlusconi voleva Mastella premier»


Continuano le rivelazioni dell'ormai ex senatore Sergio De Gregorio, interrogato dai pm napoletani nell'ambito dell'indagine sulla "compravendita" di parlamentari a opera di Berlusconi durante la legislatura 2006-2008 per far cadere il governo Prodi. Riassunto delle puntata precedenti: Berlusconi ha dato a De Gregorio 3 milioni di euro (1 come donazione alla sua fondazione Italiani nel mondo, 2 a nero) per fargli cambiare casacca, cosa regolarmente avvenuta subito dopo il voto, quando il senatore passò dall'Idv al centrodestra. De Gregorio ha però anche raccontato di pressioni da parte di ambienti americani, preoccupati del peso dell'estrema sinistra nel governo Prodi.

Ora, dai verbali di interrogatorio pubblicati da L'Espresso, emergono nuovi particolari. Intanto si viene a sapere il nome del funzionario dell'ambasciata americana identificato da De Gregorio come uomo della Cia: si tratta di Robert Gorelik, effettivamente capo della Cia all'ambasciata, che avrebbe promesso al senatore "riconoscenza a chi avesse messo fine al governo Prodi".

De Gregorio aveva già parlato di un incontro nel 2007 con Gorelik, Enzo De Chiara, uomo legato ai servizi segreti americani, e l'allora ministro della Giustizia Clemente Mastella. Il quale Mastella sarebbe però rimasto solo pochi minuti e non avrebbe voluto partecipare a nessuna ipotesi di complotto. Ora però l'ex senatore racconta che il pressing nei confronti del leader Udeur non sarebbe finita lì: Mastella era solito sentirsi con De Gregorio per convincerlo che "non c'era alternativa al governo Prodi", e che quindi doveva tornare nel centrosinistra, ma a sua volta De Gregorio ne approfittava per farsi ambasciatore delle offerte di Berlusconi a Mastella, individuato (giustamente, col senno di poi) "l'anello debole" della maggioranza di centrosinistra.

Mastella in quel periodo aveva rotto i rapporti con il Cavaliere, che però non si faceva problemi di questo tipo ed era pronto anche a mandare Mastella a Palazzo Chigi per un governo transitorio:

Accadde che io andai due volte al Ministero nell'anno 2007 e, su proposta di Berlusconi, offrii a Mastella non solo la presidenza del Consiglio di un governo transitorio, nel momento in cui avesse spento, staccato la spina a Prodi per farlo tornare a casa, ammesso che ci fosse stato un governo di transizione per arrivare alle elezioni, Berlusconi era d'accordo su questo aspetto...Il governo di qualche mese, con la possibilità poi di accedere di nuovo alla coalizione di centrodestra ricandidando se stesso e una pattuglia dei suoi. Lui disse che ci avrebbe pensato, tra l'altro i suoi, che qualcuno dei suoi io incontravo in Parlamento, erano molto entusiasti all'idea di poter ritornare con Berlusconi, perché sapevano che si sarebbero aperti gli spazi di ricandidatura.

E nel frattempo, De Gregorio provò a aumentare il pressing su Mastella coinvolgendo gli americani e De Chiara, che Mastella conosceva dai tempi della Dc. Poi però arrivò l'arresto della moglie di Mastella e le cose precipitarono.

Mastella non aveva fatto accordi, dopo l'incontro con Gorelik, non credo che continuò con la relazione con Berlusconi, perché era comunque Ministro della Giustizia e teneva le redini di un meccanismo importante; però ci stava pensando seriamente, poi le decisioni in politica sono qualche volta più lunghe delle decisioni che si assumono nella vita...

Foto © Getty Images

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