Conclave 2013: e se il nuovo papa non fosse uno dei cardinali in Conclave?

Conclave 2013: e se il nuovo papa non fosse uno dei cardinali in Conclave?

Un mese fa, l’11 febbraio 2013, papa Benedetto XVI annunciava al mondo di rinunciare al ministero petrino. Da allora si è succeduto un turbinio di eventi che ci ha portati a oggi, 11 marzo 2013, alla vigilia del Conclave che eleggerà il 266 papa della chiesa cattolica.

Quell’11 febbraio la notizia colse di sorpresa tutti, com’è naturale. Però già l’8 febbraio c’era stata una piccola avvisaglia, interna al Vaticano: dalla Segreteria di Stato furono bloccate le rotative della Tipografia Poliglotta Vaticana che si accingeva a stampare l’Annuario Pontificio 2013, cioè una sorta di vademecum – indirizzario di tutto lo Stato Vaticano che conta oltre duemila pagine in finissima carta india e scritto con caratteri minuscoli. L’Annuario si apre con lo stemma e la foto del papa felicemente regnante. Il fatto che ne sia stata bloccata la stampa fa capire che almeno il Segretario di Stato, il cardinal Tarcisio Bertone, fosse a conoscenza della decisione di papa Ratzinger.

Se fosse eletto papa un esterno al Conclave…


Conclave 2013: e se il nuovo papa non fosse uno dei cardinali in Conclave?

Nella giornata di ieri, domenica 10 marzo, i cardinali hanno celebrato la messa in varie chiese di Roma, con grande affluenza di popolo: uno di loro sarà papa e la curiosità è molta. Ma c’è anche la possibilità, remota a dire il vero (come remote erano le dimissioni di un papa…), che possa essere eletto Romano Pontefice una persona che non sia in Conclave. Il diritto canonico lo prevede al canone 332 paragrafo (il paragrafo 2 è quello che parla delle dimissioni del pontefice):

Il Sommo Pontefice ottiene la potestà piena e suprema sulla Chiesa con l’elezione legittima, da lui accettata, insieme con la consacrazione episcopale. Di conseguenza l’eletto al sommo pontificato che sia già insignito del carattere episcopale ottiene tale potestà dal momento dell’accettazione. Che se l’eletto fosse privo del carattere episcopale, sia immediatamente ordinato Vescovo.

Se dunque viene eletto un non vescovo (attualmente tutti i cardinali elettori sono vescovi), come si procede? L’Ordo rituum Conclavis, approvato da papa Giovanni Paolo II nel 1998, illustra la procedura da seguire in tal caso:

Se l’eletto risiede fuori della Città del Vaticano, i cardinali elettori scelgono due cardinali che assistono il cardinale che presiede fino all’arrivo e all’accettazione dell’eletto. Poi il cardinale che presiede e i due cardinali che lo assistono chiameranno il Sostituto della Segreteria di Stato, il quale con cautela farà in modo che l’eletto giunga al più presto a Roma, evitando assolutamente i mezzi di comunicazione sociale, dai quali potrebbe essere violato il segreto del Conclave. Giunto l’eletto nella Città del Vaticano, il Sostituto della Segreteria di Stato informi immediatamente del suo arrivo il cardinale che presiede ed esegua esattamente i suoi ordini. Il cardinale che presiede, dopo essersi consigliato con i due cardinali che lo assistono, convocherà i cardinali elettori e introdurrà l’eletto nella Cappella Sistina, perché si proceda al rito di accettazione.

E qui le cose si fanno complicate, come nota Sandro Magister: se infatti l’eletto risiede a Roma i problemi sono relativi (forse). Ma se si trova fuori Roma o fuori dell’Italia, come fare a portarlo in Vaticano “evitando assolutamente i mezzi di comunicazione sociale”? Che poi tutti capirebbero che è stato eletto qualcuno al di fuori del Conclave, perché le norme stabiliscono che le schede vanno bruciate solo dopo che l’eletto ha accettato: quindi prima deve arrivare in Conclave, poi accettare, e solo allora le schede vengono bruciate nell’apposito camino per dare il fumo bianco e segue l’annuncio. Quanto tempo trascorrerebbe prima della fumata? Una situazione alla Habemus Papam di Nanni Moretti, non c'è dubbio.

Chi è stato l’ultimo papa eletto a non far parte del conclave? Scrive Magister:

L’ultima volta avvenne il 1° settembre 1271, quando i cardinali elessero papa l’arcidiacono di Liegi, il piacentino Tebaldo Visconti, che in quel momento si trovava in Palestina. L’eletto, che prese il nome di Gregorio X, partì dal Medio Oriente il 1° gennaio 1272, il 13 marzo entrò a Roma, fu subito ordinato prete, e il 27 consacrato vescovo. All’epoca non c’erano gli aerei, ma neanche internet. Altri tempi.

Tra l’altro Gregorio X è il papa che ha emanato la costituzione apostolica Ubi Periculum che istituisce ufficialmente il conclave per l'elezione dei Papi.

Improbabile che avvenga di nuovo. Ma non impossibile

Il nuovo papa e internet

Intanto la rete impazza per il toto papa. Tra i vari siti che si occupano dell’elezione del successore di Ratzinger ce ne sono due che mi sembrano simpatici. Top of popes propone agli utenti cinque domande e poi, in base alle risposte, mostra la foto di due cardinali tra i quali scegliere. Il giochino si basa sulla condivisione sui vari social network.

L’altro sito è pensato per il popolo americano: si chiama Pope Alarm. Considerato il fuso orario, infatti, potrebbe accadere che l’elezione avvenga quando negli USA è notte. Il sito, allora, previa registrazione, invia una notifica (via email o sms), dell’avvenuta fumata bianca, sì che subito ci si possa sintonizzare sulla televisione più vicina e seguire in diretta l’annuncio dell’elezione del nuovo Romano Pontefice.

Foto | Getty

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