Ore 12 - Ma non è solo "colpa" di Berlusconi (e Di Pietro) ...

altroChi semina vento raccoglie tempesta. E’ l’accusa che le “due parti” si rimpallano dopo il fattaccio di Milano. Ancora una volta si confonde l’effetto con la causa.

L’effetto è il "Duomo" tirato in faccia al Premier, il caos di questa politica senza politica, che chiama “nemico” l’avversario, negandogli la legittimità di esistere e di governare.

Ma la causa non è il “carattere” presidenzialista di un Berlusconi o quello giustizialista di un Di Pietro, bensì questo “bipolarismo” Made in Italy, fasullo e pieno di germi infetti.

Può reggere un sistema politico basato sulla demonizzazione dei partiti e del Parlamento, sull’affermazione di una personalizzazione esasperata della politica, senza idee e senza confronto?

Stefano Folli sul Sole 24 Ore ha sintetizzato: “Il volto sanguinante di Berlusconi simboleggia il fallimento della Seconda Repubblica che doveva garantire un bipolarismo maturo e un confronto sereno tra due schieramenti, mentre invece ha dato luogo ad un conflitto perenne ed estenuante”.

Tutto qui. Ora, nessuno e nessuna parte ascolterà i saggi e fermi ammonimenti del Presidente Napolitano.

Berlusconi deciderà in queste ore se portare all’incasso (con elezioni anticipate) l’aggressione di Milano o tirare a campare, stringendo i “bulloni” per fare con “le buone” le cose che molti dei suoi falchi vorrebbero fare con “le cattive”.

Il dato non cambia: la seconda Repubblica è in coma. Come il Paese.

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