Giulio Tremonti indagato per finanziamento illecito

Lista Tremonti
Il reato è lo stesso per cui è finito nei guai il suo ex collega di governo Claudio Scajola per il famoso appartamento con vista Colosseo pagato "a sua insaputa": anche Giulio Tremonti finisce nei guai per una questione di case (e d'altronde il mattone è una presenza fissa negli scandali politici), nello specifico per il centralissimo appartamento in via di Campo Marzio a Roma, a due passi dal Parlamento, finito al centro delle cronache nell'estate 2011, quando Tremonti era ancora ministro. Nell'ambito dell'inchiesta sulla P4 in cui era coinvolto il suo collaboratore Marco Milanese, si scoprì che Tremonti alloggiava in una casa di 200 metri quadri – di proprietà della confraternita del Pio Sodalizio dei Piceni – affittata e messa a sua disposizione dallo stesso Milanese.

Tremonti si giustificò dicendo che era "ospite" dell'appartamento, in cui risiedeva per tre sere a settimana, e che si era trasferito lì perché nelle caserme della Guardia di Finanza in cui alloggiava prima si "sentiva spiato". Tremonti però non denunciò mai i presunti pedinamenti, e in seguito si scoprì che pagava a Milanese un cospicuo "rimborso" di 1000 euro a settimana, anche se dei versamenti non c'era traccia perché pagati in contanti. Ora però, secondo quanto riferito ieri dal TgLa7, l'inchiesta è a una svolta per quanto riguarda i lavori eseguiti dall'architetto Angelo Proietti, titolare della Edil Ars e prestatore d'opera per la Sogei, società controllata dal Ministero dell'Economia.

Proietti avrebbe svolto nell'appartamento di Campo Marzio tra il 2008 e il 2009 lavori per 250 mila euro, a tutto vantaggio di Tremonti che sarebbe andato ad alloggiarci, allo scopo di conquistarsi i favori del ministro e di consolidare il rapporto con Milanese, in modo da avere maggiori commissioni e appalti dal ministero dell'Economia. Secondo la ricostruzione dello stesso Milanese, il contratto risale al febbraio 2009, anche se il consigliere del ministro non andò mai ad abitare a Campo Marzio: l'appartamento era per Tremonti, e Milanese si accordò con la confraternita di scalare dal canone di affitto i soldi della ristrutturazione. Ma secondo i magistrati né lui né Tremonti avrebbero saldato tale spesa, che invece sarebbe stata a totale carico di Proietti.

Sarebbero state proprio le dichiarazioni di Milanese a portare all'iscrizione dell'ex ministro nel registro degli indagati, sempre stando al TgLa7. L'ex parlamentare avrebbe confermato che Tremonti, appena rieletto nelle liste della Lega Nord, non era un semplice ospite, ma era il destinatario dell'appartamento sin dalla stipula del contratto di affitto, tanto che si era occupato personalmente anche dell'acquisto dell'arredamento. «Ho totale fiducia nella magistratura inquirente, che penso abbia dovuto agire nello sviluppo dell'attività istruttoria su Sogei», ha commentato l'ex ministro dell'Economia, ricordando di non sentire Milanese da due anni.

Foto © Getty Images

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