Conclave 2013: scomunica per chi viola la privacy


La segretezza assoluta è uno dei punti fondamentali per un Conclave, e nell'era dell'interconnessione e dei social network la preoccupazione per le possibili fughe di notizie dalla Cappella Sistina è giustamente ai massimi livelli in Vaticano. Perciò, secondo quanto previsto dalla Costituzione apostolica Universi Dominici Gregis, varata da Giovanni Paolo II nel 1996, i cardinali e tutti coloro con cui entreranno in contatto dal momento in cui si chiuderanno in conclave presteranno solenne giuramento di riservatezza. La pena prevista per chi viola il silenzio è la scomunica.

Per quanto riguarda i cardinali, già dai giorni scorsi era stato chiarito che la scomunica non vale solo per "le conversazioni con persone fuori dal conclave", ma in senso più lato per qualsiasi tipo di comunicazione con l'esterno avvenuta a partire dall'extra omnes e fino all'annuncio del nuovo pontefice. Compresa quindi la posta elettronica, i cellulari e i social network. Una specifica forse superflua, ma dovuta vista la grande quantità di cardinali attivi su Twitter, tra cui spiccano in particolar modo i nordamericani, di gran lunga i più loquaci comunicatori di questo pre-conclave. Si era persino parlato della possibilità di perquisire i porporati all'ingresso nella Sistina per impedire loro di introdurre smartphone o cellulari, ma questo non avverrà.

Il giuramento però riguarderà anche coloro che non parteciperanno alle votazioni: si tratta di tutto il personale che seguirà i cardinali all'uscita dalla Sistina e nella residenza Santa Marta, in cui risiederanno – senza collegamenti con il mondo esterno – fin quando non verrà eletto il successore di Joseph Ratzinger. Si tratta quindi dei medici e degli infermieri presenti per prestare eventuale soccorso, ma anche gli ascensoristi, i fioristi e i confessori: anche loro dimoreranno nell'area riservata fino alla fine del Conclave, e giureranno oggi alla vigilia della Messa Pro Eligendo.

Inoltre, come già nel 2005, sia la Cappella Sistina che la Residenza Santa Marta sono state bonificate e schermate con sistemi all'avanguardia per evitare intercettazioni e dispositivi di sorveglianza. Generalmente le misure per tutelare la segretezza del Conclave hanno dimostrato di funzionare, anche se non sono mancate le indiscrezioni successive: nel 2005 il vaticanista Lucio Brunelli raccontò di essere entrato in possesso del diario di un cardinale elettore, e pubblicò il resoconto di quel Conclave con il testa a testa tra Ratzinger e l'argentino Jorge Bergoglio, ma non ci sono state sostanziali conferme. Per quanto riguarda i due conclave del 1978, invece, ci sono delle ricostruzioni basate sui racconti dei cardinali ultraottantenni che non parteciparono al voto ma non erano vincolati al segreto. Dal 2005 anche loro devono prestare giuramento.

Foto © Getty Images

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