D'Alema per "salvare" Berlusconi chiede aiuto a Togliatti. Ma il "migliore" non cadeva nell'inciucio ...

Tutti (o quasi) nel Pd (e non solo) gridano all’inciucio e attaccano Massimo D’Alema che, per “aprire a Silvio Berlusconi, ricorda niente meno il “Migliore”, alias Palmiro Togliatti.

Al di là delle buone intenzioni e al di là del gossip (patetico su tutti è Walter Veltroni), D’Alema commette un errore politico non da poco, scambiando l’effetto con la causa. Perché di fatto, il lider Maximo, “salvando” Berlusconi, intende preservare “questa” classe politica, tutta intera.

All’opposto, Togliatti partiva sempre (anche sull’art. 7 , sull'amnistia ecc.) dalla crisi del Paese che “ è in sostanza l’espressione del fallimento delle sue classi dominanti, le quali riconfermano le proprie incapacità di risolvere i problemi del rinnovamento e progresso nazionale”.

Quello era e quello resta il punto centrale: cioè il problema di un cambiamento di classi dirigenti e di guida politica.

Nel discorso di Bergamo ai cattolici (1963) Togliatti afferma che “Il partito muove e trascina forze reali, studia se e in quale modo siano possibili e con quali forze, una comprensione reciproca, un reciproco riconoscimento di valori e quindi un’intesa e anche un accordo per raggiungere fini che siano comuni in quanto siano necessari, indispensabili per la collettività nazionale e per tutta l’umanità”.

Altre … storie. E, evidentemente, altri uomini.

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