Beppe Grillo e i consigli di Adriano Celentano a Bersani

In campagna elettorale, insieme a Dario Fo, è stato uno dei supporter più noti del Movimento 5 Stelle. E però, a quanto pare, Adriano Celentano fa parte di quella schiera di elettori di Beppe Grillo - non sappiamo esattamente quanto numerosa - che adesso vorrebbe vedere i 160 parlamentari a Cinque Stelle combinare qualcosa di utile per il paese, alleandosi con il Pd e dando la fiducia a Pierluigi Bersani. O meglio, nei discorsi un po' contorti del molleggiato la cosa funziona diversamente: è Bersani a dover dare la fiducia a Beppe Grillo, "fiducia" in senso letterale, e così ne riceverà la fiducia per la formazione del governo.

Tutto questo Celentano lo scrive in una lettera aperta indirizzata a Bersani pubblicata su La Repubblica:

Io, invece, ti dico qualcosa: sono fermamente convinto che nessuno meglio di te, può cavalcare il vento di queste ore. Devi però ammettere che è in atto un forte cambiamento e l’artefice di questo cambiamento è Grillo. Anche tu lo riconosci e dici che a questo punto la priorità assoluta, prima ancora dei partiti, è il bene del Paese e io ci credo. E se è il caso, dici anche che non ci penseresti due volte a cedere il posto a qualcun altro. Ma sarebbe un ERRORE. Perché solo tu puoi fare la MOSSA giusta. La mossa che i tempi di questo grande momento ti chiedono. Che sono poi gli stessi che hanno chiesto al Papa l’urgenza di una SCOSSA per la chiesa degli scandali mentre un METEORITE si abbatteva sulla Russia.



Mentre il partito tutto è in subbuglio, buona parte dei democratici vede malissimo questo inseguimento a Grillo e Matteo Renzi si prepara a fare le scarpe al segretario, Celentano regala una bella iniezione di fiducia a Bersani. Affermando, quindi, che in tutto il partito solo lui può fare la mossa giusta. Ma qual è questa mossa?

Una mossa la tua, che indurrebbe i “grillini” a chiedere al loro fondatore per quale motivo non dovrebbero accettare una proposta che non possono rifiutare. Per cui se davvero vuoi evitare agli italiani un altro tormento alle urne, con chissà quali conseguenze, non solo per il tuo partito ma temo anche per lo stesso Grillo, ben lontano secondo me da quel 100% che dovrebbe essere lui il primo a non ambire di ottenere (ma si sa che a volte può succedere di dire cose che non pensiamo). Mentre questo non sarebbe il caso che ti riguarda, poiché il tuo pensiero, come dici, è rivolto alla soluzione meno peggiore per gli italiani. Ma se è così allora sii tu a dare la FIDUCIA a Grillo. Non nel significato che la parola assume quando per esempio un governo chiede alle camere il voto di fiducia. Ma in un patto tra te e Grillo di fronte agli italiani dove si dice che: «Io, Pierluigi Bersani sarò il PREMIER che accetta tutti i punti del tuo programma che entrambi riteniamo fondamentali per il bene dell’Italia e sono pronto a discutere anche su quelli che sono in totale contrasto con il mio modo di pensare».

Eccoci al punto: Pierluigi Bersani dovrebbe costringere l'intero Partito Democratico ad appiattirsi sulle posizione dei grillini, accettando in toto le proposte e discutendo anche quelle su cui si è in disaccordo (già m'immagino il divertimento se salterà fuori la parola Tav) e - di fatto - dovendo rinunciare fin dall'inizio alle proposte proprie del Pd. E quindi dando fiducia a Grillo per ricevere fiducia in Parlamento. Ma ne vale la pena? Secondo il molleggiato, ovviamente, sì:

Sarebbe una “mossa” STORICA che permetterebbe al Paese di approvare le riforme più urgenti e incamminarsi davvero sulla via del CAMBIAMENTO. Almeno fino a quando l’idillio fra te e Grillo reggerà. Sarebbe un gesto così innovativo, che pur sul nascere di un eventuale disaccordo, potrebbe dar luogo a un vero e proprio dibattito DEMOCRATICO, dove anche nei momenti di maggior contrasto potrebbe non mancare quel punto di “strana convergenza” che è tipica dell’italiano saggio. Quando hai presentato il piano A hai detto che non ci sarebbe stato un piano B e francamente anch’io l’ho pensato. Quello che ti ho appena prospettato è certamente fuori da ogni tipo di continuità. Poiché non è neanche un piano C. Ma un piano Z. Poiché è esattamente dalla fine che si ricomincia

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