Conclave 2013: nell'ultima congregazione lo scontro sullo Ior

Il caso Ior, assieme allo scandalo Vatileaks, è stato il convitato di pietra delle congregazioni dei cardinali.

Il cardinal Tarcisio Bertone
Era inevitabile quindi che, prima dell'inizio del Conclave, le critiche espresse tra le righe all'attuale gestione della Curia, e quindi dell'Istituto per le Opere Religiose (qui si spiega cos'è lo IOR) diventassero più esplicite. Stando ai resoconti dei vaticanisti, è proprio quello che è successo nell'ultima riunione della congregazione dei cardinali.

In sala stampa, padre Federico Lombardi si è limitato a dire che il Segretario di Stato uscente e Camerlengo Tarcisio Bertone ha letto ai cardinali una relazione sulla natura e la gestione dell'Istituto e sul "procedimento di inserimento nel sistema internazionale dei controlli Moneyval" contro il riciclaggio. In realtà, secondo i resoconti sarebbe successo ben altro: Bertone avrebbe attaccato duramente il cardinale brasiliano Joao Braz de Aviz, che sabato scorso aveva espresso dure critiche contro la gestione da parte della Curia di Roma. Il Camerlengo ha implicitamente accusato Braz de Aviz di aver consegnato alla stampa il resoconto del suo intervento.

A quel punto il cardinale brasiliano ha chiesto e ottenuto di poter replicare e non solo ha negato di aver fatto trapelare il suo intervento – che peraltro non era scritto ma a braccio – ma ha anche ipotizzato che la "talpa" sia qualcuno interno alla Curia romana, dalla "organizzazione". A quel punto si è levato un lungo applauso da parte dei cardinali, che fa il paio con l'ovazione ricevuta da Braz de Aviz con il suo intervento della settimana scorsa. Una reazione che la dice lunga sui sentimenti di buona parte dei cardinali nei confronti di Bertone e della Curia Romana.

Sono seguiti due interventi di "pacificazione". Il primo è stato di Giovanni Battista Re, che svolgerà la funzioni di decano del collegio cardinalizio durante il Conclave, e che un po' a sorpresa ha preso le difese di Braz de Aviz sostenendo che c'è bisogno di un cambiamento. Il secondo intervento è stato di Odilo Pedro Scherer, l'altro cardinale brasiliano dato come favorito proprio in virtù dell'appoggio dei "bertoniani". Scherer infatti si è speso in una lunga e accorata difesa dell'operato della Curia (lui stesso è nel consiglio di vigilanza dello IOR), intervento che, se da un lato gli ha fatto guadagnare ulteriori simpatie da parte dei cardinali curiali, dall'altro rischia di fargli perdere consensi tra i molti che invece vogliono una rottura con l'attuale gestione vaticana.

E anche se padre Lombardi garantisce che la gestione dello IOR non sarà un criterio per l'elezione del nuovo Papa, ieri sera al TgLa7 l'arcivescovo di Abujia, il nigeriano John Onaiyekan, ha detto: «Lo Ior non è essenziale al ministero del santo padre. Non so se San Pietro avesse una banca. Lo Ior non è fondamentale, non è scramentale, non è dogmatico»

Foto © Getty Images

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