Falkland restano inglesi, Cameron: "Argentina accetti risultato referendum"

Un plebiscito - atteso - lascia le cose come stanno: le Falkland rimangono inglesi. Addirittura, i voti contrari sono stati solamente tre su 1.517 votanti. I cittadini dell'isola hanno espresso il loro parere sull'opportunità di rimanere un protettorato britannico, con il 99,8% di sì. Era stato il governo locale a chiedere il referendum per rispondere alle pressioni dell'Argentina, che chiedeva al Regno Unito di negoziare la sovranità.

Plebiscito per le Falkland

I sudamericani vorrebbero le Malvinas dal 1833, hanno pure provato a prendersele con la forza nella famosa guerra del 1982, senza successo. Nell'ultimo anno e mezzo hanno intensificato l'offensiva diplomatica. A risultati acquisiti, il ministro degli Esteri britannico, William Hague, ha invitato "tutti i Paesi" ad accettare il verdetto. Il premier David Cameron si è rivolto in particolare all'Argentina: "Rispetti il volere degli isolani".

Cameron ha aggiunto: "I cittadini delle Falkland non potevano essere più chiari nella loro volontà di rimanere britannici. Tutto il mondo, non solo l'Argentina, rispetti il loro punto di vista". In realtà, già da domenica, primo giorno di votazioni, Buenos Aires aveva parlato di "referendum nullo", di "mossa pubblicitaria da parte di Londra".

Gli argentini contestano il fatto che le isole siano popolate in realtà da coloni britannici trapiantati qui. Che non hanno alcun diritto a pronunciarsi sull'autodeterminazione. Affermazione respinta dal Foreign Office: nel 1833 non esisteva alcun civile sull'isola, solo un contingente militare argentino sbarcato tre mesi prima. Il referendum, insomma, non determinerà nulla. Londra l'ha voluto a tutti i costi, ma Buenos Aires non ne rispetta i risultati. Come dire che siamo da punto e da capo.

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