Marò, India: "Siamo stati ingannati"

"Siamo stati ingannati".. L'India non ci sta sulla questione dei due marò italiani che non torneranno a New Delhi, alla fine della licenza, secondo quanto comunicato ieri sera dalla Farnesina. Per il nostro governo, l'India sta violando gli obblighi del diritto internazionale in merito all'immunità riservata alle Forze Armate e le regole della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare.

Non torneranno in India per il processo

L'Italia tenta dunque di forzare la mano, chiedendo in pratica all'India di trattare la vicenda al di fuori delle aule del tribunale. Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due fucilieri del reggimento San Marco, avevano ottenuto un mese di licenza per poter tornare nel nostro Paese e votare per le elezioni politiche. In India, sono accusati dell'omicidio di due pescatori locali nelle acque del Kerala e ancora in attesa di processo.

La comunicazione del nostro ministero degli Esteri ha colto di sorpresa un po' tutti. La Farnesina si è detta disponibile a "trovare un accordo" tramite arbitrato internazionale o una risoluzione giudiziaria. E secondo l'Espresso il piano italiano parte da lontano, da quando il nostro ambasciatore a New Delhi, Daniele Mancini, aveva pattuito l'accordo per far tornare in Italia, temporaneamente, i due marò. A quanto pare, quel sì sulla parola - sempre secondo l'Espresso - era stato il lasciapassare per non pagare la mega caparra che l'Italia aveva dovuto sborsare al governo indiano per la precedente licenza, quella di Natale: ben 826mila euro.

Il governo centrale indiano ha subito messo al lavoro i suoi legali che dovranno dare, nei prossimi giorni, un responso. Il ministro degli Esteri di New Delhi, Salman Kurshid, ha fatto sapere che solo allora si deciderà che provvedimenti adottare. Il premier Manmohan Singh, ha invece già espresso il suo dissenso, parlando di situazione "inaccettabile". Opposizione e opinione pubblica parlano di scandalo e presa in giro internazionale. C'è pure chi tira fuori un immaginario intervento di Sonia Gandhi, presidente del partito di governo Indian National Congress, di origine italiana. Fantasie. Sui giornali indiani si parla infine di un accordo sottobanco per insabbiare lo scandalo Finmeccanica in cambio della libertà dei due militari.

Foto | © Getty Images

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