Conclave 2013: tutto quel che c'è da sapere

Come funziona il Conclave? Chi vota? Come si vota? Cosa succede dopo l'extra omnes? Tutti i numeri, i dati, sul Conclave che eleggerà il successore di Benedetto XVI.

Conclave 2013: tutto quel che c'è da sapere

Siamo giunti al Conclave che eleggerà il successore di papa Benedetto XVI. Un conclave difficile perché si svolge in condizioni del tutto eccezionali quali sono quelle seguite alle dimissioni di papa Ratzinger. A dire il vero, Conclavi semplici non ce ne sono: il club più esclusivo del mondo, come è stato definito il collegio cardinalizio, è chiamato a fare scelte che si protrarranno per anni e avranno influenze sulla vita della chiesa e di molte persone. A proposito di Conclave e di cardinali elettori, ebbe a dire il cardinal Giuseppe Siri, grande arcivescovo di Genova e più volte sul punto di diventare papa:

Mi pare doveroso che io mi rivolga ai venerati confratelli del sacro collegio e ricordi loro come il compito al quale ci accingiamo non sarebbe decorosamente accolto dicendo: “Ci pensa lo Spirito Santo!”. Ed abbandonandoci senza lavoro e senza sofferenza al primo impulso, alla irragionevole suggestione.

I papabili

Conclave 2013 - I papabili - Angelo Scola

Conclave 2013 - I papabili

Conclave 2013 - I papabili - Peter Turkson
Conclave 2013 - I papabili - Pedro Scherer
Conclave 2013 - I papabili - Marc Ouellet
Conclave 2013 - I papabili - Seàn Patrick O\'Malley

Negli scorsi giorni e nelle scorse ore sono stati fatti, naturalmente, nomi di vari papabili. Ecco le loro schede (per i bookmakers il favorito è Angelo Scola):

Angelo Scola
Peter Turkson
Pedro Scherer
Marc Ouellet
Sean Patrick O'Malley
Peter Erdő
Oscar Rodriguez Maradiaga
Timothy Dolan
Gianfranco Ravasi
Luis Antonio Tagle
Christoph Schönborn
Jorge Bergoglio

Questi sono i nomi più plausibili. C'è anche la possibilità, naturalmente, che il pontefice non sia uno dei cardinali in conclave.

Le domande e la storia del conclave

Perché si chiama conclave?
Il termine conclave deriva dal latino cum clave (ovvero "chiuso a chiave"). Il nome deriva da un evento storico: nel 1270 gli abitanti di Viterbo (allora sede del pontificato), dopo anni di indecisioni dei cardinali, li chiusero a chiave nella sala grande del palazzo papale affinché eleggessero il papa al più presto.

Qual è la storia del conclave e come funziona?
La storia del conclave l'abbiamo raccontata qualche giorno fa. Di seguito, invece, entriamo nel dettaglio dell'elezione del pontefice.

I cardinali elettori


Conclave 2013 - I cardinali elettori

Il diritto di eleggere il Romano Pontefice spetta unicamente ai Cardinali di Santa Romana Chiesa, ad eccezione di quelli che, prima del giorno della morte del Sommo Pontefice o del giorno in cui la Sede Apostolica resti vacante, abbiano già compiuto l'ottantesimo anno di età. Il numero massimo di Cardinali elettori non deve superare i centoventi. È assolutamente escluso il diritto di elezione attiva da parte di qualsiasi altra dignità ecclesiastica o l'intervento di potestà laica di qualsivoglia grado o ordine.

Così stabilisce la Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis di papa Giovanni Paolo II che regola lo svolgimento del Conclave. A oggi i cardinali elettori sono 117, ma al Conclave ne parteciperanno 115, perché in due hanno rinunciato: il cardinale indonesiano Julius Riyadi Darmaatmadja per motivi di età e il cardinale britannico Keith O’Brian per scandali sessuali.

Il luogo del Conclave e chi vi può accedere

Conclave 2013 - La tutela del segreto

Il Conclave si svolge dentro la Città del Vaticano: le operazioni di voto si svolgono nella Cappella Sistina, mentre i cardinali alloggiano nella Domus Sanctae Marthae. Nessuno può avvicinare i cardinali elettori nel percorso che compiono dalla Casa Santa Marta alla Cappella Sistina. Se qualche cardinale elettore per motivi di salute ha bisogno di assistenza infermieristica, un infermiere può alloggiare nella Casa Santa Marta. Come tutti gli altri, anche costui è obbligato al segreto.

I cardinali elettori “si astengano dall'intrattenere corrispondenza epistolare, telefonica o con altri mezzi di comunicazione con persone estranee all'ambito dello svolgimento della medesima elezione”. Tuttavia per “comprovata ed urgente necessità, debitamente riconosciuta dalla Congregazione particolare” si può comunicare con l’esterno. Sempre in caso di urgenza e di effettiva necessità possono comunicare con i rispettivi uffici “i Cardinali Penitenziere Maggiore, Vicario Generale per la diocesi di Roma e Arciprete della Basilica Vaticana”.

Nel cosiddetto recinto del Conclave, “per venire incontro alle necessità personali e d'ufficio connesse con lo svolgimento dell'elezione”, dovranno essere disponibili e quindi convenientemente alloggiati:


  • il Segretario del Collegio Cardinalizio, che funge da Segretario dell'assemblea elettiva;

  • il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie con due Cerimonieri e due religiosi addetti alla Sagrestia Pontificia;

  • un ecclesiastico scelto dal Cardinale Decano o dal Cardinale che ne fa le veci, perché lo assista nel proprio ufficio;

  • alcuni religiosi di varie lingue per le confessioni;

  • due medici per eventuali emergenze;

  • un congruo numero di persone, addette ai servizi della mensa e delle pulizie.

Tutte queste persone dovranno ricevere approvazione previa dal Cardinale Camerlengo e dai tre Assistenti e prestano giuramento di segretezza.

L’inizio del Conclave


Conclave 2013: e se il nuovo papa non fosse uno dei cardinali in Conclave?

Lo svolgimento del Conclave è minuziosamente descritto dalle norme in vigore. Eccole riassunte per punti:


  • La Messa votiva pro eligendo Papa dovrà essere compiuta possibilmente in ora adatta del mattino nel giorno di inizio del Conclave.

  • Dalla Cappella Paolina del Palazzo Apostolico, dove si saranno raccolti in ora conveniente del pomeriggio, i Cardinali elettori in abito corale si recheranno in solenne processione, invocando col canto del Veni Creator l'assistenza dello Spirito Santo, alla Cappella Sistina del Palazzo Apostolico, luogo e sede dello svolgimento dell'elezione. È obbligatorio che le operazioni di voto avvengano nella Cappella Sistina.

  • Giunti i Cardinali elettori nella Cappella Sistina, ancora alla presenza di coloro che hanno fatto parte del solenne corteo, emetteranno il giuramento, secondo questa formula: Noi tutti e singoli Cardinali elettori presenti in questa elezione del Sommo Pontefice promettiamo, ci obblighiamo e giuriamo di osservare fedelmente e scrupolosamente tutte le prescrizioni contenute nella Costituzione apostolica del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, Universi Dominici Gregis, emanata il 22 febbraio 1996. Parimenti, promettiamo, ci obblighiamo e giuriamo che chiunque di noi, per divina disposizione, sia eletto Romano Pontefice, si impegnerà a svolgere fedelmente il munus Petrinum di Pastore della Chiesa universale e non mancherà di affermare e difendere strenuamente i diritti spirituali e temporali, nonché la libertà della Santa Sede. Soprattutto, promettiamo e giuriamo di osservare con la massima fedeltà e con tutti, sia chierici che laici, il segreto su tutto ciò che in qualsiasi modo riguarda l'elezione del Romano Pontefice e su ciò che avviene nel luogo dell'elezione, concernente direttamente o indirettamente lo scrutinio; di non violare in alcun modo questo segreto sia durante sia dopo l'elezione del nuovo Pontefice, a meno che non ne sia stata concessa esplicita autorizzazione dallo stesso Pontefice; di non prestare mai appoggio o favore a qualsiasi interferenza, opposizione o altra qualsiasi forma di intervento con cui autorità secolari di qualunque ordine e grado, o qualunque gruppo di persone o singoli volessero ingerirsi nell'elezione del Romano Pontefice. Dopo di che, i singoli Cardinali elettori, secondo l'ordine di precedenza, presteranno giuramento con la seguente formula: Ed io N. Cardinale N. prometto, mi obbligo e giuro, e, ponendo la mano sopra il Vangelo, aggiungeranno: Così Dio mi aiuti e questi Santi Evangeli che tocco con la mia mano.

  • Dopo che avrà prestato il giuramento l'ultimo dei Cardinali elettori, sarà intimato dal Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie l'extra omnes («Tutti fuori») e gli estranei al Conclave dovranno lasciare la Cappella Sistina. In essa resteranno soltanto il medesimo Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie e l'ecclesiastico già scelto per tenere la seconda delle meditazioni ai Cardinali elettori. Dettata la meditazione, l'ecclesiastico che l'ha tenuta esce dalla Cappella Sistina insieme con il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie.

Il programma del conclave

Conclave 2013 - Il programma

Il programma del primo giorno è il seguente

Alle 10 a San Pietro c'è la Santa Messa pro eligendo
Alle 15.45 è previsto il trasferimento dalla Casa di Santa Marta al palazzo apostolico.
Alle 16.30 la breve processione dalla Cappella Paolina alla Cappella Sistina
Alle 16.45 il giuramento, la meditazione, lo scrutinio.
Alle 19.15 la preghiera dei vespri nella Sistina
Alle 19.30 il trasferimento nella casa di Santa Marta
Alle 20 la cena.

Da mercoledì 13 in avanti, invece, il programma diventa questo:

Dalle 6.30 alle 7.30 la colazione
Alle 7.45 il trasferimento alla cappella Paolina
Dalle 8.15 alle 9.15 la Messa nella cappella Paolina
Dalle 9.30 la sessione mattutina di scrutini nella cappella Sistina
Alle 13.00 il pranzo
Alle 16.00 nuovo trasferimento da Santa Marta al palazzo apostolico
Alle 16.50 la sessione pomeridiana di scrutini nella Cappella Sistina
Alle 19.30 il trasferimento alla casa di Santa Marta
Alle 20.00 la cena

La procedura per le votazioni


Conclave 2013 - Le urne per il Conclave

Le votazioni per il Romano Pontefice si svolgono in tre fasi: pre scrutinio, scrutinio vero e proprio, post scrutinio.

Il pre-scrutinio comprende:


  1. la preparazione e la distribuzione delle schede da parte dei Cerimonieri, i quali ne consegnano almeno due o tre a ciascun Cardinale elettore;

  2. l'estrazione a sorte, fra tutti i Cardinali elettori, di tre Scrutatori, di tre incaricati a raccogliere i voti degli infermi, denominati per brevità Infirmarii, e di tre Revisori; tale sorteggio viene fatto pubblicamente dall'ultimo Cardinale Diacono, il quale estrae di seguito i nove nomi di coloro che dovranno svolgere tali mansioni; se nell'estrazione degli Scrutatori, degli Infirmarii e dei Revisori, escono i nomi di Cardinali elettori che, per infermità o altro motivo, sono impediti di svolgere tali mansioni, al loro posto vengano estratti i nomi di altri non impediti. I primi tre estratti fungeranno da Scrutatori, i secondi tre da Infirmarii, gli altri tre da Revisori.

  3. Le schede riportano pre stampata la dicitura Eligo in Summum Pontificem e poi uno spazio per scrivere il nome del candidato. Il nome dovrà essere scritto chiaramente, ma in modo che la grafia non sia riconoscibile. Al momento del voto, in Sistina rimangono solo i cardinali elettori: quindi devono uscire Segretario del Collegio dei Cardinali, il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie e i Cerimonieri.

Segue lo scrutinio vero e proprio, così organizzato:


  1. la deposizione delle schede nell'apposita urna, previo giuramento di ogni cardinale: Chiamo a testimone Cristo Signore, il quale mi giudicherà, che il mio voto è dato a colui che, secondo Dio, ritengo debba essere eletto.

  2. il mescolamento ed il conteggio delle stesse;

  3. lo spoglio dei voti.

Siamo giunti alla fase del post scrutinio, anch’essa in tre tappe:


  1. il conteggio dei voti;

  2. il loro controllo;

  3. il bruciamento delle schede: il fumo nero indicherà ai fedeli che l'elezione non è avvenuta; il fumo bianco, invece, insieme al suono delle campane dirà a tutti che si ha il nuovo papa.

Gli Scrutatori fanno la somma di tutti i voti, che ciascuno ha riportato, e se nessuno ha raggiunto i due terzi dei voti in quella votazione, il Papa non è stato eletto; se invece risulterà che uno ha ottenuto i due terzi, si ha l'elezione del Romano Pontefice canonicamente valida. Seguono varie votazioni, con molti scenari possibili nel caso in cui le procedure si protraggano per lungo tempo.

Conclave 2013 - Le scadenze del Conclave Nell'infografica qui accanto (a cura di Centimetri, come le altre che vi proponiamo in questo speciale dedicato al Conclave), vediamo cosa accadrà a partire dalla Missa pro eligendo.

Dopo tutti i giuramenti e dopo che verrà pronunciato l'extra omnes, si procederà al primo scrutinio, che dovrebbe generare la prima fumata (verosimilmente nera, giacché sembra altamente improbabile che si arrivi ad un accordo fin dalla prima votazione). Il secondo giorno sono previsti due scrutini la mattina e altri due il pomeriggio, e così il terzo giorno. Il quarto, che sarebbe venerdì 15 marzo, qualora non si fosse giunti all'elezione del nuovo pontefice entro il dodicesimo scrutinio, ci sarà una sospensione delle votazioni per una pausa di preghiera che può durare al massimo 24 ore.

Si ricomincerebbe, così, con lo scrutinio del quinto giorno, il tredicesimo, pomeridiano. E poi di nuovo due scrutini al giorno.

Se il settimo giorno (lunedì 8 marzo) non dovesse essere raggiunto il numero di voti necessario per l'elezione del pontefice, si avrebbe la seconda sospensione di preghiera, per altre 24 ore.

Si continua così fino al trentaquattresimo scrutinio. Se a questo punto non si dovesse raggiungere l'elezione, ecco che si passerebbe al ballottaggio tra i due candidati più votati nell'ultimo scrutinio (una regola, questa, introdotta da Benedetto XVI

Accettazione, proclamazione e inizio del ministero del nuovo papa

Fumata nera dalla Cappella Sistina

Scrive la Universi Dominici Gregis:

Avvenuta canonicamente l'elezione, l'ultimo dei Cardinali Diaconi chiama nell'aula dell'elezione il Segretario del Collegio dei Cardinali e il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie; quindi, il Cardinale Decano, o il primo dei Cardinali per Ordine e anzianità, a nome di tutto il Collegio degli elettori chiede il consenso dell'eletto con le seguenti parole: Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice? E appena ricevuto il consenso, gli chiede: Come vuoi essere chiamato? Allora il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, con funzione di notaio e avendo per testimoni due Cerimonieri che saranno chiamati in quel momento, redige un documento circa l'accettazione del nuovo Pontefice e il nome da lui assunto.

Nel caso in cui venisse eletto una persona che non è vescovo, ci sono delle norme specifiche. Prosegue la Costituzione Apostolica:

Il Conclave avrà fine subito dopo che il nuovo Sommo Pontefice eletto abbia dato l'assenso alla sua elezione, a meno che Egli disponga diversamente. Fin da quel momento potranno accedere al nuovo Pontefice il Sostituto della Segreteria di Stato, il Segretario per i Rapporti con gli Stati, il Prefetto della Casa Pontificia e chiunque altro debba trattare con il Pontefice eletto di cose che al momento sono necessarie.

L’annuncio dell’elezione e gli altri adempimenti


Habemus Papam!

Una volta che il nuovo papa avrà indossato gli abiti che gli sono propri e che i cardinali avranno promesso fedeltà al nuovo papa, il cardinale protodiacono annuncerà l’elezione a Roma e al mondo:

Annuntio vobis gaudium magnum: habemus Papam! Eminentissimum ac reverendissimum dominum, dominum (nome dell'eletto in accusativo latino), Sanctæ Romanæ Ecclesiæ Cardinalem (cognome dell'eletto non tradotto in latino), qui sibi nomen imposuit (nome pontificale in genitivo latino, seguito dall'eventuale aggettivo numerale ordinale).

Segue la benedizione Urbi et Orbi. Dopo alcuni giorni, c’è la messa di inaugurazione del pontificato. Infine

Il Pontefice, dopo la solenne cerimonia di inaugurazione del pontificato ed entro un tempo conveniente, prenderà possesso della Patriarcale Arcibasilica Lateranense, secondo il rito prescritto.

Ricordiamo, infatti, che la sede del papa, in quanto vescovo di Roma, è la basilica di San Giovanni in Laterano.

Foto | Getty
Infografiche | Centimetri

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