«Habemus papam»

E' il francese Jean-Louis Pierre Tauran ad annunciare l'«Habemus papam»

13 marzo 2013: alle 19.06, inattesa e al quarto scrutinio della seconda giornata (il quinto in tutto), è arrivata la fumata bianca. Questo significa che Habemus papam è una formula che verrà pronunciata a brevissimo da parte del Cardinale protidiacono. Contestualmente, sapremo quale sarà il nome del nuovo papa.

Jean-Louis Pierre Tauran, cardinale protodiacono di Santa Romana Chiesa

Nel momento in cui verrà eletto il nuovo papa, dal comignolo della Cappella Sistina uscirà del fumo bianco e le campane della Basilica di San Pietro suoneranno a festa. Dopo la vestizione del pontefice e la promessa di obbedienza dei vari cardinali, verrà dato l’annuncio dell’elezione e sarà svelato il nome del cardinale che è stato eletto e quale sarà il suo nuovo nome pontificale. A dare l’annuncio, con il celebre Habemus papam sarà il cardinale protodiacono.

Dal 21 febbraio 2011 il cardinale protodiacono è il francese Jean-Louis Pierre Tauran, nato a Bordeaux nel 1943 e presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Inter-Religioso. A meno che, ovviamente, non sia Tauran stesso a essere eletto papa: se non si affaccerà lui, quindi, dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana sapremo chi è il papa ben prima che venga annunciato.

Il collegio cardinalizio, infatti, è diviso in tre ordini: ci sono i cardinali vescovi, i cardinali presbiteri e i cardinali diaconi. Oggi si tratta solo di un titolo onorifico, visto che tutti i cardinali sono vescovi. In passato si potevano avere cardinali che non fossero vescovi e per questo c’era tale distinzione. A oggi la suddivisione in tre gradi comporta che i cardinali vescovi siano i vescovi titolari della diocesi suburbicarie (vale a dire le diocesi di Ostia – tradizionalmente è del decano del collegio cardinalizio – Albano Laziale, Frascati, Palestrina, Porto-Santa Rufina, Sabina-Poggio Mirteto, Velletri-Segni), i cardinali presbiteri abbiano un proprio titolo (cioè una chiesa) nella città di Roma, e i cardinali diaconi che sono a capo di varie Congregazioni e Pontifici Consigli.

Il cardinale protodiacono è il cardinale diacono nominato da più tempo (nel caso in cui si fossero date coincidenti, ha la precedenza il cardinale indicato per primo nell’elenco dei nuovi cardinali durante il concistoro)

Altro compito del cardinale protodiacono è quello di imporre il pallio – quel paramento liturgico che somiglia a una sciarpa e che il papa indossa nelle celebrazioni liturgiche – al nuovo papa nel corso della messa di inizio del ministero petrino: quindi il giorno in cui ci sarà tale messa vedremo nuovamente il cardinal Tauran.

Oltre a essere simbolo della giurisdizione papale, il pallio è segno dell’unione del papa con i vescovi metropoliti e viene loro consegnato il 29 giugno, nella festa dei santi Pietro e Paolo. Ed è proprio il cardinale protodiacono che, nel corso di questa cerimonia, presenta al Santo Padre i metropoliti che ricevono il pallio.

Inoltre, due volte l’anno, la voce del cardinale protodiacono risuona in mondovisione: a Natale e Pasqua, prima che il papa conceda la benedizione Urbi et Orbi, il cardinale protodiacono annuncia la concessione dell’indulgenza plenaria con queste (o simili) parole:

Il Santo Padre N. N. a tutti i fedeli presenti e a quelli che ricevono la sua benedizione, a mezzo della radio, della televisione e delle nuove tecnologie di comunicazione, concede l’indulgenza plenaria nella forma stabilita dalla Chiesa. Preghiamo Dio onnipotente perché conservi a lungo il Papa a guida della Chiesa, e conceda pace e unità alla Chiesa in tutto il mondo.

Foto | Getty

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