Marò e Finmeccanica: la partita India - Italia si gioca sul "do ut des"

Volete indietro i due marò? Bene, allora dateci le carte di Finmeccanica. Potrebbe essere andato grosso modo così il discorso segreto tra governo indiano e italiano. Questa mattina, infatti, la polizia criminale di New Delhi ha perquisito uffici e abitazioni dei soggetti che sono coinvolti nell'inchiesta sulle presunte tangenti, pagate per la commessa di 12 elicotteri Agusta Westland, società controllata da Finmeccanica.

Dai marò a Finmeccanica

Volete indietro i due marò? Bene, allora dateci le carte di Finmeccanica. Potrebbe essere andato grosso modo così il discorso segreto tra governo indiano e italiano. Questa mattina, infatti, la polizia criminale di New Delhi ha perquisito uffici e abitazioni dei soggetti che sono coinvolti nell'inchiesta sulle presunte tangenti, pagate per la commessa di 12 elicotteri Agusta Westland, società controllata da Finmeccanica.

Viene da dire: proprio questa mattina. Dopo settimane in cui l'India chiedeva inutilmente al nostro Paese l'incartamento necessario per dare una svolta all'inchiesta che si basa principalmente sul capo d'accusa della corruzione. In piena bagarre marò, i due militari italiani che sono tornati in Italia e che qui rimarranno, in barba all'accordo ufficiale che prevedeva il ritorno in India - dove sono in attesa di processo - dopo la licenza per le votazioni politiche.

Non dimentichiamo che l'Italia ha grossi interessi commerciali nel Paese asiatico. Un interscambio da 8,5 miliardi l'anno, in costante crescita. Con Finmeccanica bloccata, anche le altre aziende del Belpaese tengono il fiato sospeso. Ma, come dire, la partita marò - Finmeccanica potrebbe finire pari. E palla al centro, per dirla in gergo calcistico. Si ricomincia da capo. New Delhi avrebbe ora le carte giuste per proseguire la sua azione moralizzatrice ai danni di chi, per ricevere l'appalto giusto, avrebbe sborsato una mazzetta cospicua nel 2010. L'Italia avrebbe tolto i paletti.

In cambio, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone potranno rimanere in Italia a più di un anno dall'incidente che portò alla morte di due pescatori indiani, scambiati per pirati somali. Tutte le caselline al loro posto. Solo che questa partita è stata giocata dietro una tenda. Opportunamente occultata. Alla fine, a rimetterci non sarebbe la credibilità dell'ambasciatore italiano e neanche il governo indiano (accusato di figuraccia dall'opposizione), ma soltanto i vertici di Finmeccanica e di Agusta. Per una partita così, l'arbitro può andare decidere di fischiare la fine, non vi pare?

Foto | © Getty Images

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