Papa Francesco: come si è arrivati alla sua elezione

Una ricostruzione del Conclave 2013

I cardinali (e non solo loro) sono vincolati da un giuramento alla segretezza di quanto accade nel Conclave, pena la scomunica. Ciononostante le "voci dal conclave" sono cosa abituale, così come le ricostruzioni di quanto avviene nella Cappella Sistina. Fu proprio Papa Giovanni XXIII a lasciarsi sfuggire, durante un incontro con la comunità armena, che nel Conclave del 1958 il suo nome e quello del cardinale armeno Aghagianian erano stati appaiati fino all'ultimo.

Nel 1978, poi, i cardinali ultraottantenni che per la prima volta non votavano, non erano vincolati al segreto, quindi alcuni di loro raccolsero le confidenze dei colleghi elettori e le riportarono, facendo sapere del "duello" tra Siri e Albino Luciani ad agosto, e dello stallo tra lo stesso Siri e Benelli a ottobre che portò all'elezione di un "outsider" come Karol Woytjla. Per quanto riguarda il 2005, esiste un presunto diario di un cardinale elettore, che parla della sfida tra Ratzinger e Bergoglio, terminata solo al quarto scrutinio quando si sarebbe rotto il fronte che sosteneva l'arcivescovo argentino o, secondo un'altra versione, sarebbe stato proprio Bergoglio "quasi in lacrime" a chiedere ai suoi elettori di smettere di sostenerlo per evitare lo stallo.

Per il momento, del Conclave conclusosi ieri sera sappiamo che l'arcivescovo di Milano Angelo Scola partiva favorito ma che il fronte che lo sosteneva non è stato compatto. Un altro dei favoriti, il brasiliano-tedesco Odilo Scherer, probabilmente era stato accreditato di troppo peso, o forse gli sono stati fatali alcuni passi falsi degli ultimi giorni: l'ostia cadutagli di mano nella messa di domenica, la confusione tra quinto e settimo comandamento in un vecchio articolo, e soprattutto la difesa della gestione dello IOR dopo gli scontri in congregazione.

Secondo la ricostruzione del vaticanista de La Stampa Giacomo Galeazzi, Bergoglio era in testa sin dal primo scrutinio, e Scola aveva preso meno voti del previsto. Gli extraeuropei avrebbero confluito quasi subito sull'arcivescovo di Buenos Aires, tra loro anche gli americani che erano dati come sostenitori di Scola. L'arcivescovo di Milano non è invece riuscito a compattare il fronte italiano: colpa di ruggini e rivalità. Tarcisio Bertone non ha perdonato a Scola di aver consigliato a Benedetto XVI di sostituirlo dall'incarico di Segretario di Stato, mentre alcuni cardinali vicini ad associazioni e congregazioni come Sant'Egidio non hanno visto di buon occhio l'appartenenza di Scola a Comunione e Liberazione. Quindi dal primo scrutinio sarebbe uscito Bergoglio in vantaggio, seguito da Scola e poi da un gran numero di voti "sparpagliati" tra gli altri candidati.

La presunta "simpatia" degli americani è stato un altro handicap per Scola. Il cardinale Lajolo, vicino a Sodano, prima del Conclave aveva manifestato fastidio per il protagonismo degli americani nelle congregazioni, e auspicato uno stile più sobrio. Anche Camillo Ruini, che non è elettore ma ha molto peso, si sarebbe rifiutato di dare esplicite indicazioni di voto a chi gliele chiedeva. Quindi da mercoledì mattina Bergoglio avrebbe cominciato a raccogliere un consenso trasversale tra gli extraeuropei e tra una parte degli italiani, mentre il fronte di Scola si sarebbe sgretolato aprendo la strada a Papa Francesco. Eppure, pochi minuti dopo la fumata bianca, con una gaffe clamorosa, la CEI ha inviato un messaggio di felicitazioni per "l'elezione del Cardinale Angelo Scola a Successore di Pietro".

Foto © Getty Images

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