Parlamento: Boldrini alla Camera, Grasso al Senato. Ora Governo Bersani?

Oggi inizia ufficialmente la XVII legislatura: si riuniscono in seduta la Camera a Montecitorio e il Senato a Palazzo Madama, per i primi adempimenti. Ecco quel che accade.

20.00: insomma. Dopo una giornata difficile, quella di ieri, e dopo una nottata in cui i due nomi che più potevano somigliare alla "politica tradizionale" venivano messi da parte, il Centrosinistra incassa una piccola vittoria in Parlamento. E la incassa senza "inciuci". Una donna (la terza, dopo Nilde Iotti e Irene Pivetti), Laura Boldrini alla presidenza della Camera. Pietro Grasso alla presidenza del Senato. Ora è come se il governo Bersani avesse una qualche possibilità in più di formarsi. Ma è presto per dirlo. Le consultazioni inizieranno il 20 marzo

Senato 2013.

19.04: ecco il discorso di insediamento di Pietro Grasso.

18.46: Pietro Grasso è stato eletto Presidente del Senato.

17.10: sembrerebbe, comunque, che molti senatori del M5S voteranno per Pietro Grasso.

17.07: mentre è in corso la votazione per il ballottaggio tra Schifani e Grasso, emergono chiaramente le posizioni di Monti (i suoi voteranno scheda bianca). Molto meno chiare le posizioni del M5S. Stando a quanto si apprende dalle agenzie, il sen. Orellana avrebbe detto che i senatori del M5S voteranno scheda bianca oppure scriveranno il suo nome sulla scheda, che così diventerà nulla. Ma avrebbe anche aggiunto che nel segreto dell'urna c'è, naturalmente, il voto di coscienza.

Sarebbe paradossale che la decisione di Monti e quella del M5S fossero identiche.

13.52: al Senato, ballottaggio fra Pietro Grasso e Renato Schifani. La camera alta si riunisce alle 16.30.

13.07: Laura Boldrini è Presidente della Camera (la diretta)

9.00: dopo che ieri non si è raggiunto alcun accordo per le presidente di Camera (la diretta da Montecitorio) e Senato (la diretta da Palazzo Madama)
, oggi, stando a quanto si apprende, Pier Luigi Bersani, sfumata, o forse mai iniziata, la trattativa con il centro, cerca di sparigliare. E propone due nomi diversi da quelli circolati fino a questo momento. Pietro Grasso per il Senato e Laura Boldrini (di Sinistra Ecologia e Libertà) per la Camera, nella speranza di trovare condivisione.

Una condivisione che sembra, però, essere completamente negata dal Movimento Cinque Stelle, che proprio non ne vuole sapere di votare qualcuno che non siano i propri candidati (si tratta, probabilmente, anche di un metodo per misurare la fedeltà di tutti al Movimento, visto che il voto per l'elezione dei due Presidenti è a scrutinio segreto).

Parlamento in diretta, 15 marzo 2013

19.38: anche la terza votazione alla Camera non porta ad alcun risultato, quindi come per il Senato, tutto è rimandato a domani. O anche oltre, chissà.


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14.00: doppia fumata nera! Al primo scrutinio, né la Camera, né il Senato riescono a eleggere i presidenti. I lavori alla Camera riprendono alle 14.45, ricominciano alle 16 in Senato.

12.45: il primo giorno di legislatura registra anche la prima defezione, al Senato. E' Giovanna Mangili, senatrice del M5S eletta in Lombardia, la prima a rinunciare al seggio, per motivi personali. Dovrebbe subentrarle la 45enne Tiziana Pittau.

12.40: il senatore a vita Emilio Colombo, presidente di questa prima seduta, invita i senatori a fare meno rumore durante la votazione e viene acclamato con un applauso dai rappresentanti del Movimento 5 Stelle, a quanto pare molto ligi al galateo istituzionale.

12.00: poco prima dell'inizio delle votazioni, tra i senatori subentrati a quelli eletti in più circoscrizioni, sono stati chiamati Scilipoti e Minzolini, che hanno preso posto nell'emiciclo stringendo le mani a i colleghi.

11.57: anche al Senato comincia la prima votazione, a scrutinio segreto come alla Camera, per eleggere il presidente. Anche in questo caso è assai improbabile che ci sia una "fumata bianca" in tempi stretti.

11.55: è subito polemica tra il M5S e gli altri due partiti maggiori. La capogruppo grillina Roberta Lombardi definisce "vergognosa" la pratica di votare scheda bianca decisa da PD e PDL: "E' uno spreco di denaro dei cittadini e una perdita di tempo".

11.50: è cominciato il primo scrutinio per l'elezione del presidente della Camera. Occorre una maggioranza dei due terzi, cioè 420 deputati: impossibile che sia raggiunta, visto che Pd e PDL hanno annunciato la scheda bianca.

11.40: dopo una breve sospensione riprendono le sedute sia alla Camera che al Senato. In entrambi i rami del Parlamento sono letti gli elenchi di deputati e senatori che subentrano agli eletti in più circoscrizioni. Tra i "big" del Senato che hanno dovuto scegliere il collegio dove sono stati eletti, si segnalano Berlusconi (ancora in ospedale a Milano), che ha optato per il Molise, Tremonti, che ha scelto la Lombardia e Casini che risulterà ufficialmente eletto in Campania.

11.25: quasi tutti i 630 deputati useranno la firma elettronica per presentare interpellanze e progetti di legge. Lo "svecchiamento" del corpo parlamentare passa anche attraverso questa piccola rivoluzione digitale, che ridurrà sensibilmente il consumo di carta.

11.15: molto significativa la frase del presidente di turno della Camera, Antonio Leone, che invitando i deputati a commemorare il 35esimo anniversario del rapimento Moro, che cade domani, ha sottolineato: "Molti di voi non erano ancora nati". Se questa legislatura comincia con tanti punti di domanda, di certo è chiarissimo il ricambio generazionale sugli scranni del parlamento.

11.05: a sensibilizzare i nuovi parlamentari sulle priorità del loro lavoro ci sono, fuori da Montecitorio, sostenitori di Save the children, l'Unione inquilini con alcuni striscioni, un gruppo consistente di esodati e anche tanti cittadini comuni. Un elettore del centrosinistra ha appeso un cartello, ben in vista, con la scritta "Grillo non fare il talebano".

10.46: sono iniziati i lavori del Parlamento. Il vicepresidente provvisorio della Camera saluta Papa Francesco, poi annuncia che il 38% degli eletti ha meno di 40 anni. Il M5S annuncia: «Ci siamo seduti sopra».

Montecitorio parlamento Camera

Parlamento, 15 marzo 2013 – Sembrano passati mesi, dalla fine della campagna elettorale, dal giorno del silenzio elettorale (quanti rimpianti per quel giorno di pace), dalla doppia giornata di voto, dagli exit poll sbagliati, dai risultati che man mano delineavano il nuovo quadro politico e dalla bagarre clamorosa di dichiarazioni e controdichiarazioni per alleanze, ipotesi di Governo, punti che appaiono, punti che scompaiono, presunti scoop, attacchi, insulti, manifestazioni, slogan, contromanifestazioni, processi e via dicendo, in un calderone clamorosamente denso di fuffa e privo dell'ingrediente principale: la politica nella sua normale dialettica.

E invece sono passate due settimanelle abbondanti, niente di più. Fatto sta che oggi, finalmente, le chiacchiere da bar o da web dovrebbero lasciare il posto a qualcosa di più concreto, almeno sulla carta, v

Sono convocate per oggi, infatti, le prime due sedute della XVII legislatura: la prima seduta della Camera e la prima seduta del Senato.

Difficile che si giunga all'elezione dei due presidenti (ecco quali sono i compiti, i poteri e come vengono eletti il Presidente del Senato e il Presidente della Camera), visto che non ci sono i numeri e visto che il Movimento Cinque Stelle ha candidato i suoi, per il monento, e il Pd ha parlato di scheda bianca sia alla Camera sia al Senato.

Se, dunque, gli unici due nomi che circolano ufficialmente sono quelli di Roberto Fico e di Luis Alberto Orellana del M5S – mentre quelli del Pd, Dario Franceschini e Angela Finocchiaro sono, al momento, poco più di gossip politico – appaiono in alto mare le altre ipotesi. Come quella di Massimo D'Alema che, pur fuori dai giochi, non rinuncia a tentare ancora di dire la sua e di sparigliare, suggerendo larghe intese (la cosa non meraviglia: D'Alema ha una specie di bicamerale fissa nel cervello) e una camera a un montiano.

Staremo a vedere come si comporterà questo Parlamento profondamente rinnovato ma anche profondamente in bilico.

E' tempo di fatti.

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