Pd e Pdl in mano ai "falchi" o alle "colombe"? L'unica carta è in mano a Napolitano

A sinistra, da sempre, c’è stata le c’è la spinta dei “puristi”, cioè di quelli che dall’alto del loro pontificare senza macchia e senza paura, giudicano tutti gli altri (partiti e leader) indegni, tranciando sul nascere ogni possibilità di collaborazione e accordi, se non addirittura di dialogo. La sintesi del passato sta nelle parole di Gian Carlo Pajetta (Pci) che in Parlamento sbattè la porta in faccia al MSI (partito postfascista di Almirante e del giovanissimo Fini) gridando: “Con voi abbiamo chiuso ogni discorso il 25 aprile 1945”. Più o meno avvenne la stessa cosa anche nei confronti della DC. Ma poi, sotto banco o alla luce del sole, il Pci dialogava e si spartiva poltrone anche con i missini (addirittura governando insieme la Sicilia) e con i diccì, per non parlare del PSI il cui leader Pietro Nenni veniva chiamato con disprezzo dai comunisti “Rosso Antico”. Ora il PD di Bersani, dopo aver perso 3 mil

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