Governo: dall'Ilva ai marò, tutte le iniziative dei ministri uscenti

In Italia un governo c'è, anche se dovrebbe occuparsi solo di ordinaria amministrazione

Spending review stately

È di poche ore fa la notizia che il governo è riuscito a mettere d'accordo i vertici dell'Ilva e i sindacati per risolvere la vertenza sui nuovi contratti di solidarietà evitando cassa integrazione ed esuberi, in modo da poter ristrutturare lo stabilimento senza creare disoccupazione. Il governo, già, perché in attesa di sapere se e quando le forze politiche riusciranno a mettere assieme una nuova maggioranza, un esecutivo in carica c'è ancora, anche se dovrebbe occuparsi solo di ordinaria amministrazione.

È davvero così? Sono in molti a chiederselo visto il sorprendente attivismo dimostrato dai ministri del governo Monti nelle ultime settimane. Durante la campagna elettorale avevano tutti tenuto un profilo bassissimo, erano quasi scomparsi dalla scena; ora che il momento di lasciare la poltrona si allontana, e c'è persino l'ipotesi balzana della prorogatio, hanno ripreso in mano i rispettivi dicasteri con iniziative che, in molti casi, lasciano dei dubbi sul concetto di "ordinaria amministrazione".

Prendiamo per esempio il caso dei marò: dopo un anno passato praticamente alla mercé dell'India, e della corte del Kerala, è arrivata la rottura. I due marò restano in Italia, anche a costo di una crisi diplomatica senza precedenti che avrà sicuramente ripercussioni su tutti i rapporti con l'India. Per quale motivo ci sia stato un cambiamento così repentino nella posizione della Farnesina non è chiaro, c'è chi parla di uno scambio con l'India sul caso Finmeccanica, ma L'Espresso ipotizza che il ministro Terzi punti alla poltrona di Segretario Generale della Farnesina, e per arrivarci aveva bisogno di dare uno "scatto" alla sua gestione finora anonima del ministero. Se ci sia riuscito è un altro discorso.

Poi c'è Elsa Fornero, che nel corso della settimana ha annunciato il varo di un decreto, il terzo, per allargare ulteriormente la salvaguardia dei lavoratori esodati, includendone altri 10.000. In questo caso si può effettivamente parlare di ordinaria amministrazione, visto che l'iter dei decreti è particolarmente lungo ed era cominciato già da diverso tempo. Nondimeno, il ministro del Welfare che si era tenuto in disparte nelle ultime settimane è tornato alla ribalta e non ha mancato di rilasciare diverse interviste.

Se si può solo ipotizzare che la Fornero stia cercando di accreditarsi per rimanere al suo posto in un possibile nuovo governo tecnico, chi sicuramente punta a mantenere una posizione di prestigio è il suo vice Michel Martonequello degli "sfigati che si laureano dopo i 28 anni". È stato lui a concertare l'accordo tra Ilva e sindacati, ed è stato sempre lui a sbloccare 5 miliardi di euro per il trasporto locale. Fondi che sono serviti a rinnovare il contratto per il trasporto pubblico locale, scaduto da oltre cinque anni: eppure sono bastati pochi giorni, e alcuni dettagli ancora da definire, e il giovane viceministro ha incassato l'appoggio di tutti i sindacati.

Decisamente fuori dal concetto di ordinaria amministrazione, almeno secondo il parere del Pd e di Legambiente, sono state le ultime azioni del ministro dell'Ambiente Clini e di quello dello sviluppo Passera. I due hanno varato il piano energetico, che mancava da 20 anni, ma la "Sen" (Strategia energetica nazionale) è stata bollata dagli ambientalisti come un "colpo di mano" soprattutto per quanto riguarda le energie fossili, mentre invece dà via libera alle "trivellazioni selvagge". E visto che il piano impegna l'Italia per i prossimi 7 anni, non si può parlare di "affari correnti". Senza contare che la linea del governo Monti è uscita sconfitta dalle urne.

E sempre Corrado Passera questa settimana ha varato lo statuto che rende operativa l'Agenzia per il Digitale. Anche in questo caso, nonostante l'iter sia partito già da mesi, è in discussione l'opportunità di delineare in ordinaria amministrazione le caratteristiche dell'Ente, che conta di ben 16 dirigenti e 150 dipendenti, con relativi costi.

Foto © Getty Images

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