Affaire Boukary Daou, il giornalista arrestato in Mali per la lettera aperta contro il capitano Sanogo e lo sciopero della stampa

Boukary Daou è il direttore del quotidiano indipendente maliano "Le Républicain", una fonte di informazioni piuttosto ascoltata nel paese africano teatro dell'Operazione Serval. Il suo nome è balzato sui giornali internazionali a causa di un affaire piuttosto imbarazzante, che vede per protagoniste proprio le autorità maliane che hanno arrestato il cronista il 6 marzo a causa della pubblicazione di una lettera aperta contro il capitano Amadou Haya Sanogo, responsabile di un golpe militare nel marzo dello scorso anno e, nonostante ciò, ancora molto potente all'interno dei ranghi dell'esercito nazionale.



Secondo gli ultimi aggiornamenti tratti dalla testata on-line malijet.com Daou sarebbe stato trasferito alla Brigade d'investigation judiciaire (la BIJ) di Bamako, dove è stato avvicinato da un corrispondente del media ed è apparso molto stanco, ma ancora combattivo, come hanno confermato i suoi avvocati Cheick Oumar Konaré e Lamissa Coulibaly.

La missiva della discordia è stata infatti letteralmente "sbattuta in prima pagina", con conseguente imbarazzo generale dovuto al suo contenuto. Il soggetto del testo (tradotto da Le Monde) indirizzato al Presidente ad intérim Dioncounda Traoré, "dai soldati al fronte" sarebbero proprio i privilegi riservati al contestato militare. Nella lettera il "capitano Touré", di stanza a Gao, che afferma esprimersi anche a nome dei suoi commilitoni, minaccerebbe l'ammutinamento nel caso in cui il presidente non annullasse i trattamenti di favore destinati a Sanogo precisando:

Abbiamo appreso che, mentre noi cadiamo nel gran deserto, il capitan Sanogo, responsabile di un colpo di Stato e di aver messo il paese nella situazione che conosciamo, beneficia di uno stipendio di quattro milioni FCFA" (più di 6.000 euro) al mese.

In segno di solidarietà i connazionali della stampa cartacea e della radio hanno messo in atto uno sciopero ad oltranza, arrestando le loro attività a partire da martedì 12 marzo 2013 e minacciando di riprenderle unicamente quando la liberazione di Boukary Daou sarà accertata.

A commentare l'accaduto è intervenuto ieri anche il Ministro degli Affari Esteri francese Laurent Fabius, che interrogato sul dibattito in corso e su un'eventuale influenza delle autorità d'oltralpe in merito al rilascio del giornalista, ha espresso la sua fiducia nell'operato maliano con queste parole:

Sono sicuro che il governo maliano farà il necessario affinché la stampa sia rispettata.

Photo by JOHN MACDOUGALL/AFP/Getty Images.

Via | tv5.org

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