Lega Nord, Umberto Bossi contro Roberto Maroni: "Non si è ancora dimesso da segretario"

A Umberto Bossi, non sono andate giù le mancate dimissioni di Roberto Maroni da segretario della Lega Nord, dopo la vittoria di quest'ultimo alle elezioni regionali della Lombardia. Maroni, infatti, aveva promesso che non avrebbe ricoperto due incarichi ma non ha mantenuto la parola o meglio, l'ha mantenuta a metà.

Cominciamo dalle dichiarazioni di Umberto Bossi, come sempre molto colorite, tipiche da Lega:

Ha detto da 6 mesi che si dimetteva da segretario, ma poi deve essersi accorto di avere il culo più largo per stare su più poltrone. La Lega è in subbuglio perché era abituata ad avere un segretario che mantiene la parola.

Maroni ha prontamente replicato alle parole del Senatùr con un tweet apposito:

Lunedì scorso, come promesso, ho presentato le mie dimissioni al Consiglio Federale. Il Consiglio le ha respinte all'unanimità: adesso basta.

Per il neo-governatore della Lombardia, quindi, il discorso può definirsi chiuso qui.

Allargando il discorso, successivamente, il fondatore della Lega Nord ha espresso anche la sua opinione anche riguardo la nuova legislatura che è iniziata oggi, mostrando decisamente pessimista:

Dura poco, difficilmente arriva fino a giugno. Se le cose vanno avanti così, si voterà presto.

Davanti all'ipotesi di un governissimo e della possibilità di apertura di un dialogo con il Partito Democratico, Bossi ha deciso di lasciare volentieri l'incombenza a Silvio Berlusconi:

Se Berlusconi non è contrario ad un accordo con il Pd lo faccia lui un accordo. Non sta a noi il primo passo. Appoggiare un governo targato Pd sarebbe passare da traditori rispetto a Berlusconi. Il Cavaliere ha fatto vincere Maroni in Lombardia e siamo assieme anche in Veneto. Come si fa?

Riguardo la candidatura alla presidenza del Senato di Anna Finocchiaro del Partito Democratico, Bossi ha accennato soltanto ad un incontro avvenuto tra Pierluigi Bersani e Maroni.

Qualche battuta, infine, Bossi l'ha dedicata al presunto attacco per via giudiziaria a Berlusconi ("A prima vista, sembrerebbe che ci sia") e al Movimento Cinque Stelle.

Secondo Bossi, il movimento di Beppe Grillo sarà costretto a ridimensionarsi:

Grillo farà fatica a far entrare il suo schema in Parlamento: lui non vuole essere parlamentarizzato, ma alla fine sarà costretto a fare dei cambiamenti.

Foto | © Getty Images

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