I partiti "giocano" in Parlamento. L'Italia reale sfonda i 2000 miliardi di debito pubblico

C’è l’Italia reale sull’orlo del precipizio - con un debito pubblico da record assoluto a 2.022 miliardi e una produzione industriale ridotta al lumicino - e c’è l’Italia della politica che non trova neppure uno straccio di accordo per le presidenze del Parlamento, bruciando altro denaro pubblico e gli ultimi brandelli di credibilità. Anche nei peggiori momenti della prima Repubblica, addirittura con governi “balneari”, i partiti (DC e PCI in testa) riuscivano a mettere da parte i propri particolarismi per non lasciare il Paese senza una guida istituzionale. Questa situazione, si dice, è il frutto avvelenato del voto. Come se, di quel risultato, i partiti non avessero responsabilità e colpe gravissime, a cominciare dalla conferma del Porcellum, l’ennesima carta truccata di un gioco fra bari a spese degli italiani. Ora, tirando le somme, sempre più evidenti appaiono i limiti e gli errori del Partito Democratico, prima capace in poche settimane di mandare all’


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