Laura Boldrini è Presidente della Camera. Ingrao: «segnale di speranza»

Pietro Ingrao, già Presidente della Camera, ormai ritiratosi a vita privata, ha scritto alla neoeletta presidente Laura Boldrini, commentando così il suo discorso di insediamento, che definisce «segnale di speranza»:

«Condivido il senso profondo delle tue parole, il richiamo ai valori fondanti della Repubblica nata dall'antifascismo, la difesa dei diritti di cittadinanza, l'impegno dalla parte degli ultimi. L'Italia è attesa a grandi sfide per le quali c'è bisogno della passione, della moralità e dell'intelligenza di persone come te».

Laura Boldrini è Presidente della Camera

Laura Boldrini Presidente della Camera

12.57: applausi in aula, Laura Boldrini è Presidente della Camera.

12.43: mentre è in corso la prima votazione alla Camera, il cui esito appare scontato, Laura Boldrini starebbe preparando il suo discorso di insediamento, visto che, dati i numeri del Pd e il meccanismo di voto, dovrebbe diventare senza problemi Presidente della Camera.

Laura Boldrini - Presidente della Camera 2013

Laura Boldrini - Presidente della Camera 2013, con Nichi Vendola
Laura Boldrini - Presidente della Camera 2013
Laura Boldrini - Presidente della Camera 2013 - Al voto
Laura Boldrini - Presidente della Camera 2013

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Chi è Laura Boldrini, il cui nome circola insistentemente questa mattina per la Presidenza della Camera (proposta che sarebbe arrivata direttamente da Pier Luigi Bersani e già accettata, per esempio, da uno dei diretti interessati per la Presidenza, Dario Franceschini, che su Twitter ha già fatto un passo indietro. Per la cronaca Franceschini era uno dei "papabili")?

Deputata di Sel, nata a Macerata il 28 aprile 1961, laureata in giurisprudenza, già Funzionario portavoce dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, è stata eletta nella circoscrizione XXV (Sicilia 2): questa la sua (per ora) scarna biografia sul sito ufficiale della Camera.

Ci aiuta un po' di più wikipedia, che la racconta nell'impegno in numerose missioni in aree di crisi e per i diritti civili.

Boldrini, quest'oggi, o forse ieri, ha inviato a Repubblica (con tempismo?) il diario del suo primo giorno. E' un bel testo, non c'è che dire. Rispettoso del luogo e di tutte le forze politiche.

Eccolo, integrale.

«Entri nell'aula di Montecitorio e la prima reazione è di stupore. Per la maestosità del luogo, per il significato solenne che riveste e per il momento di inizio di una nuova legislatura, la diciassettesima.

Sugli scranni ci sono tanti volti sconosciuti, parecchi giovani e anche i politici di sempre. Oggi si comincia con la votazione del Presidente della Camera. E' un esercizio lungo: ogni parlamentare viene chiamato, i commessi gli consegnano una scheda, si entra in una cabina, si vota e poi si deposita la scheda nell'urna. Per ben 630 volte il rito si ripete, nella liturgia tipica delle istituzioni.

Nel frattempo i deputati si incontrano, si scambiano qualche impressione e poi giù con gli interrogativi che caratterizzano questo clima di grande incertezza. Che succederà? Si riuscirà a partire? Si farà il Governo? Chi riuscirà a dipanare la matassa? Sembra paradossale che in un Parlamento per la prima volta con tanti giovani e con molte donne non si possa avere la certezza che sta per iniziare quella fase di cambiamento tanto necessaria al Paese.

Lasciateci lavorare, mi viene da pensare, bisogna dare le risposte ai bisogni stringenti delle persone. Circa 500mila lavoratori vivono nell'ansia che a maggio non ci saranno le risorse per rinnovare la cassa integrazione in deroga. Centinaia di imprese sono strangolate perché la pubblica amministrazione non paga. I Comuni rischiano la paralisi se non verranno ridiscussi i parametri del Patto di stabilità. La disoccupazione giovanile aumenta e non ci sono segni di ripresa. La politica tutta non può ignorare questo preoccupante quadro. Incluso il M5S che ha deciso di entrare nelle istituzioni per svolgere un ruolo di cambiamento.

La prima e la seconda votazione finiscono con un nulla di fatto. Spero in una nuova prospettiva».

Anche se la sua candidatura è fra le 23 scelte dalla direzione del partito, senza passare attraverso le primarie, Laura Boldrini è senz'altro un volto "nuovo" per la politica italiana. La sua attività politica-partitica, infatti, è iniziata proprio in questa tornata elettorale.

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