Potere donna: Bonino, Polverini, Bresso, quando l'uomo non comanda più

donne e potere regionali 2010

Le elezioni regionali 2010 si avvicinano: manca poco, si vota il 28 e il 29 marzo. Più che in altre occasioni, sembra che questa tornata elettorale si distingua per il potere che hanno dimostrato di saper gestire, e saper utilizzare le donne. Meglio: del consenso che chi le nomina, sa potranno raccogliere. Partiamo dalle candidate: la sfida laziale tra Emma Bonino e Renata Polverini per esempio.

La leader radicale - infamata da Libero con la solita sobrietà: "Emma Assassina" - e la sindacalista, dovranno gestire la complessa eredità del dopo Piero Marrazzo, che ci gusteremo, molto probabilmente, nei prossimi mesi con una nuova trasmissione in Rai. Eppure non c'è solo la sfida laziale.

In Piemonte, da anni comanda Mercedes Bresso: una che meriterebbe più di una regione, e di cui è giusto ricordare le limpide prese di posizione durante il caso Eluana Englaro, quando il PD tentennava, per mantenere gli equilibrismi che lo stanno facendo affondare, lei diceva. "Portatela da noi, in Piemonte" zittendo i baciapile. Erano sante parole, quelle che gli italiani volevano sentire.

Foto | Flickr


emma bonino regionali Ma se la gestione del consenso, viene fatta passare più dalla donna, non è per un miracoloso mutamento dei costumi: gli italiani non sono meno maschilisti o meno sessisti di dieci o vent'anni fa, tantomeno lo è la classe politica. Non è cambiato nulla: è crollata un po' la figura dell'uomo. Il maschio politico, soprattutto a sinistra, è in crisi.

Infatti nel Lazio, dopo lo scandalo Marrazzo - trans, non c'è un volto maschile: ma due volti femminili a sfidarsi. L'uomo della strada si domanda: "Dove sono finiti gli uomini con le palle?" di sicuro, non sulla scheda elettorale delle imminenti regionali. Un po' di più in parlamento, dove (con)vincono i muscoli e chi li mostra. La Lega Nord, per esempio.

Che dietro quei muscoli, ci sia il nulla, poco importa: l'importante, quei muscoli è mostrarli. Un po' come alle scuole elementari, dove comanda quello che si è sviluppato per primo e pesa di più: ma va ricordato che di solito, non è il più intelligente.

mercedes bresso elezioni regionali 2010Proseguiamo nella nostra mappa delle donne candidate: oltre alla Bonino e alla Polverini, alla Bresso, c'è Adriana Poli Bortone in Puglia, dove tutti hanno fatto grande attenzione alla primarie PD e al tracollo dei dalemiani sostenitori di Boccia, ignorando o quasi quanto faceva il PdL.

La strategia PD era chiara, partiva dall'alto: Boccia è meglio di Vendola, perché ci consente di utilizzare la Puglia come laboratorio per l'Italia, e sperimentare l'alleanza con l'UDC. Avete visto da voi come è finita: un disastro. Pierferdinando Casini, non ha perso tempo, ed è passato in un lampo a puntare le sue fiches su Adriana Poli Bortone:


«Se si realizzasse su Adriana Poli Bortone una convergenza più ampia - spiega Casini - io sarei disponibile. In Puglia il dialogo è aperto con tutti e ci mancherebbe che non lo fosse con il Pdl, che in questi anni è stato come noi all'opposizione in consiglio regionale».

adriana poli bortone«Gli amici del Pdl sono chiamati a una riflessione - ha detto - Non c'è un candidato più forte della Poli Bortone in grado di realizzare un'alternativa vincente. Invito tutti a una riflessione pacata. Depositiamo gli animi bellicosi»


Per ora siamo a tre regioni, e tre regioni pesanti: Lazio, Puglia, Piemonte. Ma non è solo nelle urne che si gioca questa partita: si gioca anche fuori, si gioca quando Cinzia Cracchi, una segretaria, fa cadere un Sindaco, a Bologna. E parliamo di Delbono, sulla cui vicenda ho sentito dire una delle poche cose sensate da un'altra donna, Sabrina Ferilli:

“Flavio Delbono non doveva dimettersi. Se si trovano opportune le dimissioni del sindaco di Bologna per il caso Cinzia-Gate, allora avrebbe dovuto dimettersi anche Berlusconi per tutto quello che è successo a palazzo Grazioli e per il conflitto d’interessi. Ha lasciato la città per una cazzata. Non ha ricevuto nessuna avviso di garanzia. Non è stato fatto alcun tipo di indagine e non c’é alcuna sentenza. Non sono chiare neanche le accuse. Non doveva lasciare l’incarico. Berlusconi giustamente con tutto quello che è successo non si é dimesso. Gli esponenti del Pd invece per una sciocchezza come l’uso di un bancomat si dimettono”

E ancora: a proposito di candidature - e scommetterei 1 centesimo simbolico che Cinzia Cracchi ha ricevuto qualche telefonata in questi giorni... - ricordate il ciarpame senza pudore che aveva scatenato Veronica Lario, prima delle Europee di giugno? Di nuovo, una lei che manda in crisi un lui, e se il lui è l'uomo più potente d'Italia, la cosa fa notizia. In che modo lo manda al tappeto? Ribellandosi a un matrimonio fiction durato per anni, ribellandosi a un uomo che a va a escort e sminuisce il tutto spiegando che "Non è un santo".

veronica lario berlu bn elezioniTra le altre cose, ribellandosi anche a una serie di candidature ipotizzate - e poi rimosse - ma che ora sono tornate dalla finestra: facciamo i nomi. Francesca Pascale, potrebbe finire nel lista Polverini nel Lazio, Daniela Martani anche - l'hostess del Grande Fratello, alé - e anche Chiara Sgarbossa, una che tutto quello che sa di politica l'ha imparato facendo la meteorina da Emilio Fede, sarà nella lista di Zaia in Veneto.

Tutto qui? Non solo: c'è anche altro, ci sono il Rasputin di Arcore (!!!) e la Angelina Jolie del Tavoliere:

Dalle feste a villa Certosa arriva invece la barese Graziana Capone, laurea in Giurisprudenza, soprannominata l'Angelina Jolie delle Puglie. Tanto per far capire come la pensava, lo scorso agosto concesse un'intervista a "Novella" in cui paragonava Berlusconi a Gesù ("come lui anche il presidente parla ai giovani") e se stessa alla moglie del premier ("magari sarò la nuova Veronica"). In alternativa a un posto da consigliere regionale, c'è chi giura che la "Lara Croft" del Tavoliere possa planare dritta all'ufficio stampa di palazzo Chigi.

C'è poi il listino della Lombardia. E qui val la pena riportare la voce che riguarda Lucia Ronzulli, la fisioterapista del Cavaliere diventata eurodeputata. Dopo l'aggressione di piazza Duomo la Ronzulli si è istallata a casa del premier per seguirne la convalescenza e la sua crescente influenza sul Capo ha dato la stura all'invidia dei berlusconiani, tanto che il nomignolo che le è stato affibbiato nel Pdl è quello di "Rasputin di Arcore" (...)

Sofia Ventura, la politologa di Farefuturo che innescò per prima il caso "veline", oggi ascolta "incredula" i rumors sulle liste: "Mi auguro che non sia vero. Dopo tutto quello che è successo mi sembrerebbe davvero strano che Berlusconi facesse una scelta di questo genere. Ma forse sono solo un'ingenua"


Sofia Ventura ha ragione su tutta la linea: ma tralascia un dettaglio, perché i veri ingenui, sono quelli che portano i pantaloni e le votano.

  • shares
  • Mail
26 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO