M5S: ecco Giuseppe Vacciano, uno dei senatori traditori

Dopo il messaggio di Beppe Grillo contro i senatori che hanno votato per Pietro Grasso, uno dei "grillini" si autoaccusa, con un lungo messaggio su Facebook, che vale la pena di leggere integralmente.

Il senatore in questione è Giuseppe Vacciano, eletto nella Regione Lazio, nato il 15 settembre 1972 a Napoli, di professione impiegato presso la Banca d'Italia. Durante la prima seduta in Senato ha ricoperto l'incarico di Segretario provvisorio della Presidenza del Senato.

Dopo le esternazioni di Beppe Grillo, che non ha gradito, Vacciano scrive, oggi, questo status decisamente esteso, autoaccusandosi (se così si può dire):

«Mi scuso se scrivo solo oggi, ma penso che poche giornate siano state per me difficili come quella di sabato.
Nella mia vita non ho mai nascosto la mano dopo aver tirato il sasso e non inizierò a farlo ora per convenienza personale o di immagine.

Ne' vorrei che scelte personali dettate esclusivamente dalla mia coscienza e dagli eventi vissuti sabato pomeriggio portassero danno o sospetti (completamente infondati) su quella parte maggioritaria di cittadini Senatori che ha votato nel ballottaggio di ieri scheda bianca o nulla.

Quindi se si cercano i colpevoli di “alto tradimento ai principi del M5S”, ecco, uno l'avete trovato».

Vacciano ha spiegato anche perché:

«A causa delle funzioni da me svolte, ero posizionato in questi primi giorni d'aula in una posizione fisicamente distante dal gruppo 5 stelle...Salire sabato pomeriggio su quei banchi e restare tutto il tempo a guardare i volti dei miei colleghi senza poter scambiare una parola è stata una prova durissima, ma più duro è stato portare nel cuore i volti, le lacrime degli amici Siciliani e Calabresi (non solo loro) e leggere il messaggio di una persona che la mafia ha colpito più duramente di tanti altri.

Così, di fronte al rischio di vedere nuovamente una persona come quella proposta dal PDL quale seconda carica dello Stato (non credo che i cittadini italiani meritino una cosa del genere...), pure con mille dubbi e consapevole che tra PD e PDL non esiste il “meno peggio”, ho votato Grasso, non potendo più votare per l'unico candidato al quale avrei affidato quell'incarico: Luis Alberto Orellana».

Poi ha commentato il proprio gesto, anche alla luce di quanto scritto da Grillo, dichiarandosi disposto a rassegnare le dimissioni:

«A volte seguire la propria coscienza porta a delle scelte ed io, liberamente, ho deciso di farne una.
Mi rendo conto che questa mia posizione, pur non rappresentando in alcun modo un' apertura di credito a chicchessia (vostro diritto non credermi, ma credo che potrò agevolmente confermare con i fatti) e tanto meno, come fantasiosamente è stato detto e scritto una sorta di "do ut des" del M5S in vista delle elezioni di figure forse anche più rilevanti ai fini del Movimento (quali i Questori o i presidenti di Commissione), può creare danni al Movimento e dato che persone migliori e più preparate di me possono prendere il mio posto senza alcun problema, lunedì e martedì sarò a Roma per discutere l' opportunità delle mie dimissioni».

Quindi, ha sentito il bisogno di precisare una serie di cose:

«-NESSUNO mi ha fatto "proposte", "offerte" o tentato di "comprare" il mio voto. Nessuno, se non me stesso e la mia coscienza, è responsabile della mia scelta.

-Nel mio futuro, se non sarà tra i cittadini del M5S, non ci saranno "gruppi misti" o gruppi di altri colori. La parola su cui si deve decidere è dimissioni sì o no.

-A nessuno venga in mente che questo voto, riguardante ESCLUSIVAMENTE una figura di garanzia istituzionalmente prevista, possa automaticamente comportare una dichiarazione di fiducia al PD. Su quella la posizione è stata netta sin dal primo giorni: nessuna fiducia a nessuno se non a un Governo 5 Stelle!

-Quello che sto scrivendo non mi è stato imposto da NESSUNO, tanto meno da Beppe Grillo che ho sempre stimato, ma che come ogni cittadino, nella mia ottica conta sempre uno. Anche in questo, devo rispondere alla mia coscienza, come ho fatto nell'urna.

-Ho avuto il privilegio di vedere il gruppo del Senato da una posizione privilegiata, gli scranni della presidenza: vorrei ripetere a loro e a tutti quelli che leggeranno ciò che dissi nel pomeriggio del 15: siete bellissimi e non solo "coreograficamente". Difficilmente mi capiterà nella vita di avere il privilegio di collaborare, anche per pochi giorni, con persone così preparate e determinate. Difficilmente capiterà all'Italia. Al di là delle differenze caratteriali che (fortunatamente) ci contraddistinguono, sarete/saranno una squadra favolosa...»

Infine la chiosa:

«Non ho la pretesa di essere “compreso” o “avallato”. E' vostro diritto considerare la mia scelta un errore e una violazione del codice di comportamento (certamente non mi trincererò dietro l'articolo 67 della costituzione) come era mio quella di farla, vi chiedo la cortesia di mantenere un atteggiamento civile nei commenti, se intenderete farne».

  • shares
  • Mail
25 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO