Roberta Lombardi sui "senatori traditori": «Dichiarassero il loro voto e le motivazioni»

Roberta LombardiRoberta Lombardi

Roberta Lombardi, capogruppo del Movimento Cinque Stelle alla Camera interviene nel dibattito, dopo il monito-scomunica di Grillo, l'autodenuncia di Giuseppe Vassiano, il post di Vito Crimi su Facebook in cui si da ragione a Grillo, in un marasma di cose che c'entrano poco.

La Lombardi scrive:

«Come cittadina e come portavoce del Movimento 5 Stelle mi piacerebbe che i miei colleghi senatori che hanno votato Grasso dichiarassero in trasparenza il loro voto e le loro motivazioni per permettere a tutti di giudicare il loro operato con serenità».

Niente attacco diretto ai colleghi, dunque, ma, se non altro, desiderio di capire.

Eppure, dietro a questo desiderio continua ad annidarsi un equivoco. La segretezza del voto continua ad essere sinonimo di libertà e indipendenza, di libertà di coscienza e di possibilità di reagire al "pensiero unico". E' paradossale che il M5S mostri tutta la sua debolezza su una questione così marginale (fra l'altro, per l'elezione di un incarico istituzionale, non certo politico) e che, invece, non cavalchi almeno mediaticamente la "purezza" (virgolette d'obbligo, ovviamente) di un voto di coscienza.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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