Massimo D'Alema: la volpe del Tavoliere


Questo simpatico e vezzoso nomignolo è stato affibbiato ormai molto tempo fa al leader minimo del Pci/Pds/Ds/Ulivo/Unione/Pd da Luigi Pintor, anziano e saggio giornalista del Manifesto.

E oggi il Manifesto ripubblica l'editoriale col quale questa garbata definizione venne creata, ben 14 anni fa. Una scelta azzeccata, dato che molte di quelle righe sembrano scritte in questi giorni, dopo la brillante conclusione dell'operazione Boccia la Puglia.

Quando appare in televisione, cioè ogni minuto e mezzo, fa ormai pensare a una parodia, a un'involontaria presa in giro di sé e degli altri. Somiglia sempre di più, con tutto il rispetto, a Peppino De Filippo. Se avessimo ancora qualche speranza che una coalizione democratica decorosa e una sinistra visibile (ultima novità) possano vincere un confronto elettorale con la destra dilagante, D'Alema riesce a togliercela senza rimedio.

Ora lo scaltro D'Alema, dopo questo capolavoro di tattica e strategia, ci rassicura in interviste giornaliere e incredule assemblee che non farà porcherie ma solo democratiche intese e governi conseguenti. Ma non ci aveva scritto poco fa che questi progetti erano nostre invenzioni calunniose? Sì, ma è appunto con questi giochi di parole che si vendono i tappeti nei suk.

Continua a leggere l'editoriale di Pintor.... Il punto di vista della volpe massima, lo trovate invece sul suo sito.

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