Crisi Cipro in diretta: 10 miliardi di prestito, conti sotto i 100mila euro protetti

Tutto sulla crisi di Cipro in tempo reale.

25 marzo 2013: c'è voluto un altro fine settimana, per trovare una soluzione (almeno provvisoria) alla crisi di Cipro.

Una soluzione che è arrivata da Bruxelles, dopo una trattativa durata tutta la sera e per buona parte della notte. In sostanza l'Eurogruppo ha concesso a Cipro il piano di aiuti da 10 miliardi di euro. La cifra andrà a sostenere un'operazione che riguarda la Laiki e la Bank of Cyprus.

Ecco i dettagli:


    1. La Laiki sarà chiusa immediatamente (senza conseguenze per chi ne possiede azioni, bond, e per i depositi non assicurati), per decisione della Banca Centrale di Cipro, attraverso la nuova Bank Resolution Framework presentata all'Eurogruppo.
    2. La Laiki sarà divisa in due, una banca definita "buona" e una "cattiva", che verrà chiusa progressivamente.
    3. La banca buona verrà assorbita dalla Banca di Cipro (BoC) attraverso un'operazione da 9 miliardi di euro. I depositi non assicurati rimarranno congelati durante la ricapitalizzazione, potrebbero essere sottoposti alle nuove condizioni in seguito.
    4. La BCE fornirà la liquidità alla BoC.
    5. La BoC verrà ricapitalizzata attraverso una conversione deposito/patrimonio netto, secondo le regole applicabili
    6. La conversione avverà in maniera che il 9% del capitale sia assicurato alla fine del programma
    7. Tutti i depositi assicurati in tutte le banche saranno completamente protetti, nel rispetto delle regole dell'UE
    8. Il programma monetario non sarà utilizzato per ricapitalizzare la Laiki e la Banca di Cipro.

Dunque, non dovrebbe esserci alcun prelievo forzoso e i conti sotto i 100mila euro dovrebbero essere protetti. Quando a quelli con depositi superiori, potrebbero subire perdite che saranno stabilite in seguito, ma dal parlamento cipriota e non dalle istituzioni europee (che però hanno comunque dettato le condizioni dell'accordo).

21 marzo 2013

Cipro: proteste e scontri

Davanti al Parlamento cipriota si assiste, secondo quando dicono i media ciprioti, , a scene già viste in Grecia: manifestazioni e scontri davanti al Parlamento di Nicosia.

I manifestanti sono dipendenti della Laiki Bank, sulla cui chiusura si è vociferato molto, oggi, parlando della possibilità di una fusione con la Bank Of Cyprus.

La Banca Centrale ha poi negato la possibilità che la fusione avvenga.

19 marzo 2013

Cipro: la protesta

19.30: il Parlamento cipriota ha bocciato il piano di salvataggio. Nessun voto favorevole. I meno critici, i deputati del partito Disy del presidente Nicos Anastasiades, principale sostenitore della misura, si sono astenuti.

Prima della votazione, il presidente del Parlamento, il socialista Yannakis Omirou, aveva espresso una chiara posizione: "La risposta non può che essere no al ricatto. Questa decisione non è altro che una razzia dei depositi bancari".

18.30: mentre sull'isola in molti protestano, il Parlamento è chiamato al voto più delicato. Un voto che rischia di mettere a repentaglio la maggioranza di Governo, anche se effettivamente l'Eurogruppo ha concesso una modifica del prelievo forzoso.

L'economista Tito Boeri, a Polisblog, dice che il prelievo forzoso è una misura draconiana. E anche se l'Europa si affretta a precisare che non capirà altrove, è naturale che ci sia preoccupazione in merito.

Se lo chiedono anche i manifestanti fuori dal Parlamento: «Who's next?»

19 marzo 2013, 00.01: stando a quanto si apprende, l'Eurogruppo avrebbe deciso di concedere più flessibilità a Cipro. Il che dovrebbe tradursi in una protezione dei conti con meno di 100mila euro in deposito. Il Parlamento cipriota è chiamato al voto a partire dalle 18 di oggi, 19 marzo 2013.

Il Ministro delle finanze cipriota ha comunicato che il provvedimento del prelievo forzoso è richiesto dalla Banca Centrale Europea, dalla Commissione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale, e che si tratterà di una misura straordinaria, che non verrà mai ripetuta, in nessuna circostanza. La motivazione è sempre la stessa:

«Senza il prelievo, il debito sovrano non sarebbe più sostenibile, e non sarebbe arrivata alcuna assistenza finanziaria»

18 marzo 2013

17.20: il Presidente Anastasiades, secondo la Cyprus News Agency, sta presiedendo una riunione con alcuni ministri, il governatore della Banca Centrale, incaricati ed economisti del Ministero della Finanza.

17.00: le banche di cipro rimarranno chiuse fino a giovedì. La notizia è stata data da Aliki Stylianou, portavoce della banca centrale di Cipro. Il tutto mentre si tenta, a livello parlamentare, di limitare i danni per i piccoli risparmiatori.

14.36: il voto sul prelievo forzoso è stato rinviato a domani.

11.00: il Parlamento cipriota è convocato oggi per votare sul prelievo forzoso (cos'è il prelievo forzoso? La spiegazione di Soldiblog).

Cipro: la crisi

Code agli sportelli: spaventati dalla decisione del parlamento greco (su imposizione dell'Unione Europea) relativamente al prelievo forzoso, i ciprioti si affollano agli sportelli dei bancomat. Le banche sono chiuse e resteranno chiuse per due giorni.

Compensazione: secondo il Cyprus Mail, tutti coloro che subiranno il prelievo forzoso saranno compensati con azioni garantite da futuri introiti grazie all'esportazione di gas naturale.

Il Presidente Anestesiades ha dichiarato:

«La soluzione che abbiamo raggiunto non è quel che volevamo, ma è la meno dolorosa date le circostanze»

Insomma, se non fosse chiaro: è di nuovo la retorica dell'emergenza .

Piano di salvataggio: il piano di salvataggio di Cipro è un paccetto da 10 miliardi di euro.

Prelievo forzoso: è questo uno dei punti cardine dell'accordo raggiunto venerdì notte dall'Eurogruppo per il programma di aiuti a Cipro. Il Presidente Nikos Anestesiades ha ottenuto gli aiuti introducendo una tassa straordinaria del 6,75% per i depositi bancari sotto ai 100.000 euro e del 9,9% per quelle superiori: una manovra emergenziale che dovrebbe raggiungere i 5,8 miliardi di euro e che ha spinto i ciprioti alla corsa al prelievo.

Cipro crisi 2013

La Crisi di Cipro fa paura. E infatti, lo spread vola a 335 punti.

Insomma, è di nuovo emergenza Eurozona: è questa la "preoccupazione" sui mercati mondiali, che appaiono tutti in grande tensione. L'euro è fortemente in calo e c'è da prevedere andamenti quantomeno difficili per tutta la giornata.

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