Cipro: il prelievo forzoso

Banche chiuse per due giorni e Parlamento che deve decidere sulla richiesta dell'Europa di un prelievo forzoso su tutti i conti correnti ciprioti per salvare l'economia del paese.

Ancora non è detto che il prelievo forzoso ci sarà, ma nel dubbio gli abitanti di Cipro hanno iniziato a prendere d'assalto i bancomat. Oggi le banche restano chiuse per festa, ma resteranno chiuse anche domani per una decisione del governo. Decisione eloquente nel momento in cui il Governo si appresta a mettere mano nei conti correnti degli abitanti per prendersi tra il 6 e il 9% dei soldi. Per la precisione: per ottenere 10 miliardi di aiuti dall'Europa è necessario prima prendere dai conti correnti degli abitanti ciprioti il 9,9 per cento di chi ha oltre 100mila euro e il 6,75% per tutti gli altri.

Oggi pomeriggio sarà presa la decisione definitiva, il presidente Anastasiades ha spiegato la situazione così: "Mi prendo tutte le responsabilità per le mie azioni. La soluzione scelta non è quella che avremmo voluto, ma è la meno dolorosa in queste circostanze soprattutto perché ci permette di tenere in piedi la nostra economia da soli". Affermazione non chiarissima, a dire la verità, visto che il prelievo non serve a salvare l'economia da solo, ma a sbloccare i famigerati prestiti Ue, che - come ormai noto - sono il preambolo a una politica economia eterodiretta dall'Europa per gli anni a venire.

Ma si farà, questo prelievo? Ieri il presidente ha chiesto ai membri del Parlamento di votare a favore della richiesta dell'Eurogruppo - decisione che sarà presa attorno alle 17 - ma non c'è certezza che il Governo abbia dalla sua la maggior parte dei voti dei 56 parlamentari: i 24 voti di Adel e Edek saranno negativi, quindi tutto sembra essere nelle mani di Diko, partner di minoranza della coalizione, che non ha ancora annunciato la sua decisione e sembra intenzionato a porre ben precise condizioni in cambio del suo voto.

Ma si sa che quando l'Europa comanda, alla fine in un modo nell'altro (quasi) tutti gli vanno dietro. E che la previsione sull'esito del voto non sia difficilissima lo fa capire che anche la voce secondo cui il genero di un alto responsabile governativo avrebbe portato all'estero 12 milioni di euro. E se si è saputo di uno, si può immaginare in quanti potrebbero averlo fatto. Ma, appunto, si tratta solo di voci da prendere con le dovute precauzioni.

Tragicomico invece il destino di parecchi cittadini greci: vista la situazione ad Atene e dintorni, in molti avrebbero dirottato i loro soldi sulle banche cipriote proprio per evitare il rischio di un prelievo forzoso deciso dal governo greco. Adesso rischiano di vedersi portati via i risparmi lo stesso, e nemmeno per salvare il loro, di paese.

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