Governo: Bersani e le mosse per conquistare il Movimento 5 Stelle

Dopo essere riuscito nel colpo della presidenza delle camera, il leader Pd è determinato a provare a mettere in piedi un suo esecutivo a Cinque Stelle. Ma il Capo dello Stato vuole numeri certi.

È un bel colpo di coda, quello messo a segno da Pierluigi Bersani. Quando ormai nessuno credeva più nelle sue chance, è riuscito a portare due personalità lontane dai partiti ma vicine al centrosinistra sulla poltrona più alta di Montecitorio e Palazzo Madama. L'elezioni di Laura Boldrini e Piero Grasso non significa nulla, in termini di fiducia. Ma dà al leader del Pd la forza per farsi dare l'incarico da Napolitano e cercarsi una maggioranza.

Ma che speranze ha Bersani? Mario Monti e i suoi stanno facendo mea culpa dopo il pasticcio della presidenza del Senato, e si sa che qualche senatore di Scelta Civica è deciso ad appoggiare Bersani indipendentemente dalla decisione finale del loro leader. Ma non basta, ci vogliono altri voti: il primo obiettivo, come sempre, è il Movimento 5 Stelle. L'elezione di Grasso fa ben sperare Bersani, ma difficilmente ci saranno altri franchi tiratori. A meno che non si tratti di deputati intenzionati a lasciare l'M5S.

E infine la Lega Nord: la cosa sembra assurda, ma ha una sua logica. L'elezione di Maroni alla Lombardia, ottenuta grazie all'alleanza con il Pdl, è stata pagata carissimo in termini di voti. E adesso ritornare alle urne non sembra una priorità per i leghisti.

Ma allora di che stiamo parlando? Di un governo Pd-M5S-Monti-Lega? Ovviamente no, per Bersani si tratta solo di andare da Napolitano con in mano dei dati confortanti. L'obiettivo del segretario Pd è trovare i numeri per la fiducia, non importa come. Perché poi sui provvedimenti del suo governo punta tutto sull'M5S. Beppe Grillo l'ha detto, "possiamo votare tutte le leggi che ci piacciono da chiunque siano fatte". Quindi, una volta ottenuta la fiducia, l'idea è di proporre leggi sottoscrivibili dal Movimento 5 Stelle, in modo da farli diventare partner governativi di fatto.

Ma per riuscire deve fare prima due cose: una, appunto, è trovare i numeri per la fiducia. Fatto questo, dovrà mettere in piedi un esecutivo che faccia colpo sui grillini. Niente D'Alema e Fioroni, per capirci. E invece tanto spazio a facce nuove e nomi esterni alla politica.

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