M5S e il Senato: tutto organizzato per non far eleggere Schifani?

Il senatore grillino Sergio Puglia racconta la sua versione sul travagliato voto di sabato

Una nuova versione dei fatti su quanto accaduto sabato prima della votazione decisiva che ha visto Pietro Grasso diventare presidente del Senato. La dà il senatore grillino Sergio Puglia:

Nei giorni scorsi abbiamo rifiutato ogni inciucio ed ogni logica spartitoria. Quindi NO ad accordi per inserire alla Presidenza della Camera il ns candidato!

Ieri, come prima accennavo, siamo arrivati all'ultima votazione nella quale qualsiasi ns decisione avrebbe influenzato l'elezione di Schifani o Grasso quale "Garante" del Senato della Repubblica.

Il gruppo si è incontrato per consultarsi prima della votazione finale. Abbiamo avuto due ore.....
Ciascuno, secondo il ns stile, si è espresso nella piena libertà e col cuore aperto agli altri. Minuti veramente concitati, sentiti, sanguigni. Chi conosceva BENE le malefatte di Schifani ce le comunicava con forza e sentimento, chi ricordava le omissioni di Grasso faceva altrettanto.... Unanimi, come un sol corpo, siamo giunti alla conclusione che NON potevamo consentire a Schifani di essere il ns Garante.

Ma dovevamo altrettanto far comprendere che l'arroganza del PD non la condiVideVamo, nelle votazioni precedenti avevamo indicato in modo chiaro chi era la persona più indicata per noi: Luis Alberto Orellana! È questo non lo hanno preso in considerazione. Dovevamo far capire il ns peso in Senato.

Restava il nodo Schifani Presidente del Senato.... Schifani! UmmMMaMMMMmmA!

Come fare?
Scheda bianca, nulla e assenza dall'Aula per sottolineare che NON ci stiamo a queste scelte.

Ma attenzione a NON far scattare la Presidenza a Schifani!

Ciascuno in Aula aveva il suo ruolo, dovevamo realizzare l'obiettivo.

Ecco quindi che la spaccatura condannata da Grillo e giustificata da Vito Crimi assume un altro aspetto: si sarebbe trattato di una strategia concordata, e mirata a difendere le posizioni del M5S impedendo al tempo stesso l'elezione di Renato Schifani ("Ummamma" come commenta il senatore di Portici).

Ecco quindi la separazione in tre, con alcuni senatori che votano scheda bianca, altri che continuano a indicare Luis Alberto Orellana (e quindi annullano il voto) e un terzo battaglione che invece vota Grasso. Questo sarebbe servito a disinnescare un possibile passaggio di voti di Scelta Civica su Schifani.
In un commento al suo stesso post, Puglia ricorda che sarebbero bastati 8 voti dei montiani per Schifani per eleggerlo presidente, quindi i voti grillini a Grasso sono serviti a evitare questa possibilità, che poi non si è verificata.

Insomma, una versione dei fatti compatibile con il racconto di Crimi, ma in contraddizione con le sue conclusioni e con quanto detto dal capogruppo. Un ragionamento da politici navigati per evitare il peggio senza compromettersi, magari facendo poi "l'ammuina" per rimanere duri e puri agli occhi degli elettori più intransigenti. Una prova generale per appoggiare un governo senza esporsi?

Foto via Facebook

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