Cipro, Tito Boeri a Polisblog: "Il prelievo forzoso è una misura draconiana" (VIDEO)

Il nostro Paese non corre il rischio di dover subire un prelievo dai conti correnti, come nel '92.

Tito Boeri, uno degli economisti più noti nel nostro Paese (molti suoi scritti sul sito lavoce.info), è molto preoccupato dall'effetto emotivo che le drastiche misure adottate per il salvataggio di Cipro possono avere sui risparmiatori di molti Paesi europei. Secondo Boeri, il prelievo forzoso che dovrebbe essere effettuato a Cipro (si vota oggi, 18 marzo 2013, alle 18) non ha nessuna rilevanza sull'economia dell'Eurozona, ma è un pericoloso precedente e rappresenta una misura troppo dura nei confronti dei cittadini ciprioti.

Insomma la politica del rigore colpisce ancora e colpisce duro, là nei portafogli dei privati, proprio dove invece una boccata di respiro potrebbe dare impulso alla crescita, vero nodo della stagnazione dell'economia in molti Stati della UE, a cominciare dall'Italia.

Ma in Italia, cosa potebbe succedere? Nel nostro Paese un prelievo forzoso è inimmaginabile, nemmeno se di lieve entità come accadde sotto il governo Amato nel'92. Ma un segnale "punitivo" come quello lanciato a Cipro allontana tutto il continente dalle prospettive di uscita dalla crisi.

Dopo qualche giorno di chiusura delle banche, condizione necessaria a eseguire un prelievo forzoso, i Ciprioti della parte greca si troveranno con una decurtazione tra il 6,75 e il 9,9% dei loro conti correnti, paradossalmente garantiti dall'Europa nei mesi scorsi.

Secondo Boeri però, la situazione sarebbe stata ben peggiore se la moneta unica non avesse permesso un decennio di prosperità e sicurezza valutaria agli anelli deboli dell'Unione come Cipro e la Grecia.

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