Recensioni: "Tremonti, istruzioni per il disuso" il collettivo NoiseFromAmerika smonta Voltremont

tremonti istruzioni per il disuso

Che bello: qualcuno che a suon di numeri, dati, statistiche, e soprattutto due merci rare in Italia - logica e buonsenso - smonta pezzo per pezzo uno dei miti più perniciosi per il sistema Italia: quello del Giulio Tremonti illuminata Cassandra, economista fuori dal sistema degli economisti. Parliamo di "Tremonti: istruzioni per il disuso", opera di Alberto Bisin, Michele Boldrin, Sandro Brusco, Andrea Moro, Giulio Zanella.

Sono nomi che forse vi diranno poco: perché, prima cosa - fatta eccezione Zanella - non lavorano in Italia, ma insegnano in varie università statunitensi: sono tutti economisti, di un certo peso. Tutti cervelli in fuga, che hanno preferito - Boldrin, già nel 1983 - andarsene da un paese fossilizzato, clientelare, im-meritocratico fino al midollo. E han fatto bene, a quanto pare, visto che le cose non sono molto migliorate.

Gestiscono un sito che vi consiglio, noiseFromAmeriKa: e soprattutto, grazie a una piccola e coraggiosa casa editrice napoletana, l'Ancora del Mediterraneo, hanno dato alle stampe il libro di cui vi stiamo parlando ora. Potete leggerne il primo capitolo (in pdf) sul loro sito, io non vi anticiperò altro, pur restando sul tema Voltremont, l'Oscuro Signore delle italiche finanze...

Stiamo sull'attualità: il 18 gennaio scorso sul Sole24Ore esce un'intervista fiume a Giulio Tremonti. Siamo ancora nel periodo in cui si parla di riforma del fisco, di aliquote, il solito ballon d'essai lanciato dalla maggioranza per distrarre l'opinione pubblica facendola discutere di provvedimenti che non verranno mai presi - do you remember: gabbie salariali l'estate scorsa?

Le uniche priorità, per la maggioranza che oggi governa, sono quelle contingenti: e la contingenza, oggi come oggi, sono le leggi che blocchino ogni procedimento giudiziario con Silvio Berlusconi. Oggi dalle 17 infatti, sapremo se il legittimo impedimento - che bloccherebbe per 18 mesi i processi a carico del premier - passerà o meno alla Camera. Passerà ovviamente...

Ma torniamo a Tremonti: ecco come Michele Boldrin commenta l'interminabile intervista (7 pagine!) rilasciata al giornale di Confindustria, in cui echeggiano i soliti cavalli di battaglia tremontiani... il populismo (stare dalla parte dei risparmiatori con un barattolo di pelati Cirio sulla scrivania: e stare in una maggioranza che col processo breve farebbe saltare i processi Cirio e Parmalat), le banche cattivone, le misure degne di altri secoli per "proteggere" il mercato interno.

Per cui dazi, gabelle, balzelli che in epoca napoleonica forse sarebbero stati attuali, ma che oggi sono tendenzialmente misure sconfitte dalla storia e da qualche centinaio di anni di studi. Trovate il suo articolo integrale su NFA.


A mezzo d'un mirabolante un-due-tre, l'incipit riassume tutta la politica economica tremontiana: socialismo populista + monopoli nazionali simbiotici al potere politico + rovesciamento della realtà:

1. Son anni che GT annuncia il “rientro della politica” senza che agli annunci seguano altro che condoni, o fallimenti. La lista di quest’ultimi è nota: Tremonti bonds, Banca del Sud, cartolarizzazione del patrimonio edilizio pubblico, richieste di dazi europei, vendita dell’oro della Banca d’Italia, social cards della miseria, riforme fiscali mai avvenute ...

2. Il barattolo di pelati Cirio: Tremonti rieccheggia la linea difensiva di Cragnotti. In realtà le frodi maggiori avvennero mentre Tremonti era ministro dell'economia, le tecniche finanziarie usate furono elementari e la legislazione che permise a Cragnotti di frodare e scamparla venne mantenuta in vigore (e in parte promulgata) mentre il nostro sedeva a quella medesima scrivania. La “finanza disinvolta” c’entra come i cavoli a merenda. C’entra, invece, la “politica disinvolta” che GT pratica sin da quando lavorava per Craxi, maestro della medesima.

3. La tassa di Obama: ennesimo attacco al libero mercato e ai piccoli risparmiatori. Tassa populista a suggello del patto mefistofelico fra Washington e Wall Street: il supporto della dirigenza bancaria (i cu ingiustificati redditi vennero e vengono preservati) a cambio della tosatura degli azionisti. A questo modello Tremonti s'ispira, il suo unico cruccio essendo quello che le banche italiane non hanno ancora ceduto alle sue, per niente timide ma senz'altro pelose, offerte d'aiuto.

Il resto dell'intervista si sviluppa quindi in una realtà parallela, farcendosi d'insensatezze (def: sequenza di parole prive di senso compiuto e/o riscontro nella realtà). Documentarle tutte richiederebbe un altro libro ... in fondo all'articolo elenco le peggiori, lasciando ai lettori il piacere di discuterle.


Ecco: se volete un libro che per circa duecento pagine vi spiega, con grafici, dati, e fonti credibili, con un metodo logico, perché Tremonti non è quel mago che vuol far credere di essere, dateci un'occhiata. Io credo che questo breve quote vi faccia intuire perfettamente il tono, che alterna serio e divertito,

"Da un pezzo (Giulio Tremonti, ndr) vanta improbabile doti divinatorie, come per esempio l'aver "previsto la crisi del 1995". Se l'avesse fatto, oggi sarebbe certamente l'uomo più ricco del mondo"

Semplice e geniale. Al centro del libro c'è un tema: rendere conto, a chi ci governa, di quanto afferma pubblicamente.

Tremonti è un ministro, scrive libri - La Paura e la Speranza e Rischi Fatali, per esempio - rilascia interviste, agisce: ma qualcuno bada che i suoi enunciati abbiano una coerenza? Obama ci ha vinto le elezioni sulla accountability, su far sì che chi elegge possa "render conto" di quanto abbia fatto o non fatto o detto un politico.

Vediamo se dice cose sensate: molto spesso, non lo sono, basta controllare. O avere qualcuno che lo ha fatto per noi.

Tremonti, istruzioni per il disuso
di Alberto Bisin, Michele Boldrin, Sandro Brusco, Andrea Moro, Giulio Zanella
L'Ancora del Mediterraneo
€ 14.50

  • shares
  • Mail
18 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO