Berlusconi vuole il Colle, vilipendia e oltraggia la magistratura, evoca moti di piazza. Tutto bene?

Spesso i nostri politici perdono la classica occasione per tacere, aggiungendo banalità a banalità. Non sfugge alla regola un politico navigato che viene da lontano come l’ex premier (socialista) Giuliano Amato. Dice il “dottor sottile” dai pluri incarichi e pluri pensioni, attualmente (anche) presidente dell’Istituto Enciclopedia Italiana Treccani: "Ci troviamo a gestire un dopo elezioni in cui, se non si trovano fili comuni, rischiamo di lasciare il paese senza ciò di cui ha bisogno. Avere un governo non guasterebbe con tutte le cose che ci sono da fare". Un panegirico di dubbia utilità, “Acquiaiu’, l’acqua è fresc? Amato, però, è in buona compagnia, Pierluigi Bersani, ricaricato dopo l’uno-due dei presidenti di Camera e Senato si allarga: “La gente non arriva alla fine del mese e questi (Berlusconi&Pdl ndr) pensano al conflitto d’interessi…”. Insomma, niente di nuovo sotto il pero. Forse. Perché Silvio Berlusconi incalza, con ben più “autorevolezza

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