Crisi Cipro: cambia la tassa del prelievo forzoso

Risparmiati i depositi sotto i 100mila euro, ma sui patrimoni superiori l'aliquota potrebbe arrivare fino al 15%. L'ira di Putin e della Russia contro la tassa imposta dall'Eurogruppo

Cambia di colpo la struttura del prelievo forzoso che l'Eurogruppo ha imposto a Cipro per sbloccare i dieci miliardi di euro di aiuto. Non saranno più toccati i depositi sotto i 100mila euro (che nella precedente versione sarebbero stati tassati del 6,75%), mentre potrebbe salire al 15% - invece del 9,9% - il prelievo sui risparmi superiori ai 100mila euro. Cos'è successo? Dalla sera alla mattina, l'Eurogruppo ha deciso di prendere in considerazione le opinioni (negative) degli analisti economici.

La modifica in corso è stata suggerita anche da Fmi, Unione Europea e Banca Centrale Europea. Ma allora chi ha deciso la prima versione del prelievo forzoso? Le colpe erano state attribuite alla Germania di Angela Merkel, che però ha seccamente negato di essere la responsabile. Un piccolo mistero. Di sicuro invece c'è che nel pomeriggio il Parlamento cipriota dovrà votare le nuove misure, ma non c'è certezza che il premier Nicos Anastasiades abbia tutti i voti necessari per approvare la tassa che sta scatenando rabbia e manifestazioni di protesta in tutta l'isola.

La rabbia contro la misura imposta dall'Europa arriva anche da oltreconfine e da parte di personaggi di un certo peso. Vladimir Putin in persona si è scagliato contro il prelievo forzoso: "Ingiusto, non professionale e pericoloso". Ma per quale ragione lo zar di Mosca ha preso una posizione del genere? La tassa sui depositi bancari ciprioti potrebbe influire negativamente sulla decisione di Mosca di estendere il credito di 2,5 miliardi di euro concesso a Cipro nel 2011, tra l'altro con condizioni più agevolate. Il che significa che Putin non pensa che la tassa sia un toccasana per la stabilità economica dell'isola.

C'è di più, la contrarietà di Putin è anche causata dal timore che cittadini russi vengano colpiti dalla misura: "La Russia è preoccupata non solo per chi ha depositi nelle banche cipriote. Ma questo potrebbe scatenare conseguenze negative per i depositi in altre banche di Paesi Eurozona dove la stabilità del sistema bancario solleva interrogativi, come in Spagna, Grecia, Portogallo", ha fatto sapere il ministro delle finanze Anton Siluanov. A completare il quadro, un piccolo sgarbo istituzionale, visto che l'Eurogruppo ha preso la decisione senza consultare la Russia, che detiene la presidenza di turno del G20.

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