Caso marò, Sonia Gandhi: "Guai a sottovalutare l'India"

Ieri è arrivata anche la dichiarazione ufficiale da parte dell'Unione Europea, su cui l'Italia puntava per risolvere la disputa di diritto internazionale: "Non facciamo parte della diatriba legale".

Presidente del Partito del Congresso

Sulla questione dei marò italiani è intervenuta anche Sonia Gandhi, presidente del Partito del Congresso e soprattutto donna più influente dell'India. "Nessuno deve pensare di sottovalutare l'India. La questione è in mano alla Corte Suprema e noi ci rimetteremo alle sue decisioni". Chi si aspettava in aiuto dalla donna italo-indiana si è dovuto ricredere ben presto.

Non solo. Ieri è arrivata anche la dichiarazione ufficiale da parte dell'Unione Europea, su cui l'Italia puntava per risolvere la disputa di diritto internazionale: "Noi non facciamo parte della diatriba legale che coinvolge l'India e l'Italia". Una serie di notizie negative per l'ambasciatore Daniele Mancini, obbligato a rimanere a New Delhi fino al 2 aprile e a rischio arresto dopo il non riconoscimento dell'immunità diplomatica da parte della Corte Suprema.

L'Unione Europea, nella nota ufficiale, ha comunicato che "non può prendere posizione nel merito degli argomenti legali riguardanti la sostanza del caso". L'organismo europeo esprime però "incoraggiamento" a India e Italia perché trovino "una soluzione amichevole all'interno delle norme di diritto internazionale". Naturalmente, non si può non citare poi la reazione proveniente direttamente da Roma.

La Farnesina ha così risposto all'Alta Corte indiana che ha ancora una volta bacchettato il governo italiano sul mancato rispetto dei patti: "La decisione della Corte Suprema di precludere al nostro Ambasciatore di lasciare il Paese senza il permesso della stessa Corte costituisce un'evidente violazione della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche che codifica principi universalmente riconosciuti. Continuiamo a far valere anche formalmente questo principio, fondamentale per le relazioni tra gli Stati, e principio-cardine di diritto consuetudinario e pattizio costantemente ribadito dalla Corte Internazionale di Giustizia. Il rientro in India dei due fucilieri di Marina Latorre e Girone sarebbe stato in contrasto con le nostre norme costituzionali. L'Italia ribadisce la propria convinta volontà di pervenire a una soluzione della vicenda dei marò, avviando ogni utile consultazione. Ciò nello spirito delle amichevoli relazioni che desidera mantenere con l'India, nella consapevolezza della importanza dell'India, sia sotto il profilo bilaterale sia sul piano delle sfide e delle responsabilità globali che ci accomunano".

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