Compravendita Senatori: no al giudizio immediato per Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi è quasi salvo. Il giudice Marina Cimma ha rigettato la richiesta di giudizio immediato sul caso legato a De Gregorio e la compravendita dei senatori. Adesso il Cavaliere può sperare nella prescrizione


La richiesta di giudizio immediato per Silvio Berlusconi per la presunta compravendita dei senatori e i tre milioni di euro dati a De Gregorio per passare nelle fila del Pdl è stato respinta dal giudice Marina Cimma. Queste le ragioni: i soli verbali del reo confesso Sergio De Gregorio non sono prova evidente della compravendita dei parlamentari e manca, inoltre, l'interrogatorio del principale indagato, che pure si era detto disponibile a incontrare i pm.

Il Cavaliere può tirare un sospiro di sollievo e farsi passare un po' la paura, visto che era stata proprio questa richiesta di giudizio immediato - in buona parte - a scatenare il caos che si è visto nei giorni scorsi, compresa la "marcia sul Tribunale di Milano". Ma perché è così importante questo rifiuto?

Il processo sulla compravendita dei senatori è a rischio prescrizione, visto che i fatti contestati risalgono al 2007, ma ci sarebbe un ultimo pagamento effettuato a De Gregorio per tramite di Lavitola che risalirebbe al 2008, quindi da 5 anni a 6 anni fa. E il tempo per la prescrizione per i casi di corruzione è di sette anni e mezzo. Quindi, difficile portare a termine tutti e tre i gradi di giudizio.

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