Crisi Cipro: il Parlamento boccia il prelievo forzoso

L'Europa dà carta bianca al governo cipriota per la tassa sui depositi, ma la maggioranza scricchiola

Come previsto dalla piega presa dagli eventi nelle ultime ore, il parlamento di Cipro ha bocciato il piano di salvataggio concordato con l'Eurogruppo, che prevede a garanzia tra le altre cose il prelievo forzoso sui depositi bancari.
Un no compatto, quello del Parlamento cipriota, con 36 deputati su 56 che si sono schierati contro il prelievo. Tra loro anche gli 8 deputati di Diko, alleato di governo del premier Anastasiades.
Ma neppure Disy, il partito del presidente del consiglio, ha votato a favore: i 19 parlamentari che fanno riferimento al partito di maggioranza relativa si sono astenuti.

Difficile immaginare cosa succederà a questo punto. Sicuramente riprenderanno i negoziati anche se su basi diverse: Cipro resta sull'orlo della bancarotta, ma le proteste e le perplessità suscitate dal provvedimento chiesto dalla Troika potrebbero ammorbidire la posizione europea.
Intanto i vertici Ue rassicurano gli altri paesi: il prelievo forzoso non verrà replicato altrove.

Maggioranza a rischio per il prelievo forzoso

La presa di posizione di oggi dell'Eurogruppo, che ha consentito al governo cipriota di intervenire sui meccanismi del prelievo forzoso, purché rimanga invariato l'importo finale di 5,8 miliardi, rischia di rivelarsi una polpetta avvelenata per il governo dell'isola e per il suo premier Nikos Anastasiades.

Il partito di Anastasiades non ha infatti la maggioranza nel Parlamento cipriota, ma controlla solo 20 seggi su 56 e governa con l'appoggio del movimento Diko, che conta 8 seggi. Ma gli alleati di Anastasiades hanno già dichiarato che non voteranno il provvedimento sul prelievo forzoso, definito "inaccettabile" almeno nella sua prima versione. Sono quindi ore di frenetiche trattative tra gli alleati di governo per arrivare a una soluzione che permetta l'introito di 5,8 miliardi e che ottenga anche l'appoggio del Parlamento. Nell'ultima stesura, dopo l'apertura dell'Eurogruppo, il governo ha proposto l'esenzione totale per i conti correnti sotto i 20.000 euro, mentre rimarrà il prelievo al 6,75% tra i 20.000 e i 100.000 euro e al 9,9% oltre i 100.000 euro. Ma secondo la banca centrale cipriota questa modifica metterebbe a rischio il raggiungimento della cifra fatidica, con conseguente addio al salvataggio da parte dell'Europa.

Insomma, la situazione non è per niente definitiva, e il governo Anastasiades è consapevole che l'approvazione del prelievo forzoso è "altamente improbabile", e quindi è possibile che ripartano i negoziati con la Troika per cercare una soluzione. Al riguardo, il premier ha già chiesto ai partner europei "aiuti supplementari".

Dalla Germania non arrivano però segnali favorevoli. Sono proprio i tedeschi quelli che vantano i maggiori crediti verso Cipro, ed è stato fatto notare che la cifra di 5,8 miliardi corrisponde esattamente al debito che le banche cipriote hanno verso la Germania. Il ministro dell'Economia Schauble ha dichiarato "Chiunque investa i suoi soldi in un Paese dove si pagano meno imposte se ne assume il rischio", rispondendo così anche ai russi che stanno protestando per il provvedimento, che colpirebbe molti capitali spostati a Cipro in quanto "paradiso fiscale".

Infografica Ansa-Centimetri

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