Pietro Grasso si dimezza stipendio e scorta

Dopo un giorno e mezzo di consultazioni si irrobustisce la candidatura di Grasso come possibile presidente incaricato.

18.00: Pietro Grasso si dimezza stipendio e scorta. Il Presidente del Senato ha dato l'annuncio pochi istanti fa e la notizia è stata battuta velocemente, anche da noi, come breaking news. Il tutto mentre la delegazione del Pd è a colloquio con Napolitano per l'ultima delle consultazioni odierne.

L'annuncio fa il paio con l'apertura odierna di Grasso ad eventuali incarichi che vadano al di là della sua attuale elezione alla presidenza del Senato. Ed è anche un clamoroso segnale di apertura nei confronti del Movimento Cinque Stelle: ricordiamo infatti che, quando Grasso e Boldrini avevano annunciato che avrebbero ridotto il loro stipendio del 30%, Beppe Grillo li aveva provocati chiedendo loro di dimezzarlo.

Si tratta di una vera e propria apertura, come evidente.

D'altro canto, in giornata era emerso chiaramente il fatto che un incarico da parte del Capo dello Stato per formare un governo non spaventa il presidente del Senato. Pietro Grasso si è detto pronto a tutto per il bene dell'Italia e si è definito "ottimista di natura" davanti a chi gli chiedeva se vede la formazione di un esecutivo un orizzonte plausibile a breve.

Il neo presidente del Senato a colloquio il 20 marzo

Ha aperto la giornata densissima delle consultazioni, Pietro Grasso. E si è presentato ai giornalisti in attesa al di fuori dalla storica porta del Quirinale per le dichiarazioni di rito.

Dichiarazioni, a dire il vero, fulminee e velocissime, perfettamente in linea con la sensazione che si è avuta in questi giorni.

«Con il Presidente abbiamo convenuto sulla necessità di dare un governo al Paese e quindi si inizieranno a percorrere tutte le strade per raggiungere questo obiettivo»

Una dichiarazione che non ha lasciato spazio ad alcuna domanda e che, tuttavia, dice tutto quel che doveva dire, senza lasciare spazio a fraintendimenti.

Da qui in avanti, però, almeno fino a domani, entriamo nel campo delle ipotesi. E non è affatto detto che domani le cose cambino.

Grasso e Napolitano

Giorgio Napolitano e Pietro Grasso

E' il Presidente del Senato, Pietro Grasso, ad inaugurare la due giorni di ascese al Colle più alto, il Quirinale, dove Giorgio Napolitano riceverà anche Laura Boldrini, Carlo Azeglio Ciampi e poi le varie delegazioni dei gruppi parlamentari.

Dopo il suo discorso di insediamento, Grasso, a Ballarò insieme proprio a Boldrini, ha lanciato un messaggio a Beppe Grillo:

«Qualcuno ha detto che siamo foglie di fico, invece siamo querce che hanno già iniziato a lavorare».

E' evidente che l'ex Procuratore Antimafia abbia preso molto sul serio il suo nuovo incarico e che punti a fare in modo che la legislatura possa avere qualche solida base, anche se la cosa appare, obiettivamente, molto difficile.

Grasso, però, ha intonato da subito un "canto" che non può che piacere al Movimento Cinque Stelle (ago della bilancia, per il momento, per la formazione del Governo). Dopo aver condiviso con la collega Boldrini il taglio del 30% degli stipendi delle Presidenze, ha spiegato:

«In Parlamento si lavorerà cinque giorni su sette. Chiederemo sacrifici anche ai dipendenti, perché qui ci sono stipendi molto alti, faremo tutto con la collaborazione dei sindacati»

E' chiaro che l'ex Procuratore, eletto nelle fila del Partito Democratico, stia tentando di tirare la volata al proprio partito, che intenderà tentare la via (stretta, come ha ammesso lo stesso Pier Luigi Bersani) della formazione di un governo, anche lungo, se possibile.

Bisognerà vedere se ci riuscirà. Perché la strada è stretta, e le volate, su una strada stretta, riescono male.

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