Consultazioni al Quirinale, Laura Boldrini afona: «C'è bisogno di un governo prima possibile»

Il secondo incontro al Colle è fra il Presidente della Repubblica e il Presidente della Camera.

Laura Boldrini

11.37: esce, attesissima dai giornalisti, Laura Boldrini. La Presidente della Camera indossa un maglioncino informale ed è pressoché afona.

Il che le consente di giustificarsi a priori per la brevità del suo intervento.

Che in effetti è proprio breve, esattamente come quello del collega Grasso.

«C'è bisogno di un governo prima possibile e quindi il Presidente esplorerà le strade per arrivare a questo scopo»

Poi, la Presidente della Camera si scusa ancora per essere senza voce e se ne va.

Laura Boldrini e Giorgio Napolitano

Consultazioni al Quirinale - Laura Boldrini da Giorgio Napolitano

Laura Boldrini, neoeletta Presidente della Camera, incontra Giorgio Napolitano per le consultazioni dopo che il Presidente della Repubblica ha già parlato con Pietro Grasso: è la prassi che vuole così.

Boldrini, candidata di Sel, rappresenta, in qualche modo, l'anima più a sinistra della Coalizione che, salvo sorprese clamorose, riceverà l'incarico di formare un Governo. O almeno di provarci.

Come il "collega" Grasso, Laura Boldrini vuole lanciare messaggi ecumenici e di speranza per il futuro.

«L'Italia ha bisogno di risposte, ha bisogno di crescita. C'è bisogno della collaborazione di tutte le forze politiche»

ha detto a Ballarò del 19 marzo. Per poi rilanciare sulla possibilità di formare un governo a lungo termine:

«Ci vuole buon senso, il Paese non può permettersi di tornare alle urne. Speriamo di trovare un governo che vada avanti per cinque anni. Se lo augurano tutti gli italiani».

Oltre a rappresentare la parte più a sinistra della coalizione, pur nel suo incarico e nella sua veste istituzionale, che la collocano automaticamente e per doveri al di sopra delle parti, Boldrini è anche espressione di una "società civile" non partitica, visto che è alla sua prima esperienza elettorale.

E' facile immaginare, comunque, che nel suo colloquio con Napolitano vorrà perorare la causa del governo Pd con i famosi otto punti di Bersani, con apertura, qualora lo volessero, ai parlamentari del Movimento Cinque Stelle. E' chiaro che se non lo vorranno toccherà prenderne atto e provare altre strade. Cioè nuove consultazioni (anche perché Napolitano non può sciogliere le Camere, essendo abbondantemente all'interno del semestre bianco).

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