M5S: Grillo non si accontenta «Grasso e Boldrini, dimezzatevi lo stipendio»

La decurtazione del 30% non basta al comico, che chiede ai presidenti di Camera e Senato di rinunciare all'indennità di carica e dimezzarsi lo stipendio

La decisione dei nuovi presidenti di Camera e Senato di decurtarsi lo stipendio del 30% ha ricevuto consensi quasi unanimi, e ci si aspettava che anche da parte del Movimento 5 Stelle, sempre attento alla questione, arrivasse un cauto apprezzamento. Invece a dettare la linea ci pensa Beppe Grillo dal suo blog.

Il "semplice portavoce" del M5S non si accontenta dell'annuncio e vuole vederci chiaro: cosa si sono tagliati di preciso Grasso e Boldrini?

"Boldrini e Grasso si riducono stipendio del 30%" titola Repubblica. Bene, ma quale stipendio? Si tratta di quello da parlamentare o dell'indennità aggiuntiva per i presidenti di Camera e Senato? Non è spiegato, ma è un dettaglio importante che i cittadini devono conoscere.

Ora, è probabile che il taglio del 30% riguardi sia lo stipendio da parlamentare che l'indennità aggiuntiva da presidenti. A Grillo quindi non basta: Grasso e Boldrini devono rinunciare all'indennità e dimezzarsi lo stipendio:

Il M5S rifiuta in toto le indennità di carica: Antonio Venturino, 5 stelle eletto in Sicilia, ha rinunciato ai 3.244,22 euro al mese e all'auto blu che gli sarebbero spettati in quanto vice presidente dell Assemblea Regionale Siciliana. Boldrini e Grasso possono rinunciare all'indennità di carica e dimezzarsi l'indennità da parlamentare, come dei veri cittadini a 5 Stelle, ed essere d'esempio a tutti i parlamentari.

E, riguardo la proposta dei due neopresidenti di rivedere il trattamento economico dei parlamentari, Grillo ribadisce l'idea di estendere a tutti il trattamento deciso dai parlamentari a 5 stelle, che percepiscono solo 5.000 euro lordi al mese e hanno rinunciato all'assegno di solidarietà. In realtà, come abbiamo visto, il taglio autoimposto dai grillini riguarda solo l'indennità da parlamentari, ma non, per esempio, la diaria e i vari rimborsi spesi che però, assicura Grillo, hanno l'obbligo di giustificare, rendicontare e pubblicare ogni spesa rimborsata. Questo sistema, aggiunge il comico, porterebbe a un risparmio annuale di 70 milioni se applicato su tutti i parlamentari.

E quindi lancia un appello-sfida a Boldrini e Grasso – che ieri ha respinto l'epiteto di "foglia di fico" lanciato da Grillo – invitandoli a fare il possibile per eliminare anche i rimborsi elettorali:

Boldrini, Grasso, assumetevi la responsabilità che il vostro ruolo impone, chiedete il dimezzamento degli stipendi dei parlamentari e la rinuncia dei rimborsi elettorali. #FateloVoi!

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