Grillo processa i "dissidenti" del M5S: carota per chi fa autocritica, bastone per chi non si piega

In tutta questa sbornia di democrazia diretta e di politica dal basso affidata alla “lampada di Aladino” del web, lascia quanto meno l’amaro in bocca assistere al processo ai senatori dissidenti del M5S. Certo, qui non c’è assolutamente alcun raccordo con la immane tragedia dei processi staliniani degli anni ’30 e nemmeno con il burocratico grigiume delle periodiche epurazioni del PCI prima-durante-dopo la seconda guerra Mondiale (fino alla radiazione del gruppo del Manifesto del 1969). Ma nel 2013, proprio il movimento che sbandiera il “nuovo” torna al più antico degli strumenti della coercizione politica usato da tutte le dittature: il richiamo alla linea (sempre) giusta abbandonata, l’obbedienza assoluta al capo supremo e alla (indiscutibile) fede tradita, la carota per chi fa autocritica, il basto

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