Beppe Grillo e Giorgio Napolitano: tutti i loro scontri

Mentre il leader del Movimento 5 Stelle si trova in visita al Quirinale dal Capo dello Stato, un veloce riassunto di tutte le loro precedenti "cortesie".

Oggi l'incontro tra Beppe Grillo e Giorgio Napolitano non avrà gli stessi toni dei loro precedenti scontri. E la cosa già si capisce dal fatto che il leader del Movimento 5 Stelle si è presentato al Quirinale in cappotto, giacca e cravatta. Niente felpe o giubbotti da alieno. Ma il loro rapporto è da anni che è teso, per la precisione dal 2007.

Siamo a fine 2007, il Movimento 5 Stelle non è nemmeno ancora nato e pochi mesi prima si è tenuto il primo V-Day. Napolitano è in carico da più di un anno. E Beppe Grillo gli fa sapere che cosa ne pensa della prassi italiani di eleggere presidenti della Repubblica di una certa età:

Dal Colle, di tanto in tanto, arriva un monito. E’ il famoso “monito del Colle”. Da lassù il presidente della Repubblica è sempre in osservazione e, quando serve, “monita”. (...) Il presidente, oltre a monitare, di solito dorme, non sugli allori, ma sulla onorabilità del Parlamento e dei suoi condannati e prescritti, sulle frequentazioni mafiose e palesi di alcuni partiti, sull’informazione scomparsa. (...) Il presidente è eletto dai partiti, fa il suo dovere, li accudisce teneramente. L’età lo nobilita, con quegli anni può dire quello che vuole. Come il nonno a tavola quando arriva il dolce. Una volta c’era la bocca di Virna Lisi, oggi la dentiera presidenziale. Il presidente va eletto dagli italiani, non dai nostri dipendenti. (...) Non deve avere più di cinquant’anni. Non serve un presidente da ospizio di garanzia dello status quo partitico.

Un salto indietro nel tempo: sei anni dopo, e nonostante gli insulti di Grillo non siano mai mancati, è cambiato tutto. Difficilmente allora Grillo si sarebbe mai immaginato di salire al Quirinale per delle consultazioni. Ma d'altra parte non se lo sarebbe immaginato nemmeno poco meno di un anno fa, il 25 e il 26 aprile, quando gli affondi di Beppe Grillo furono addirittura sui temi più cari in assoluto a Napolitano: la Liberazione e la Costituzione.

Oggi, 25 aprile 2012, il corteo delle salme ha onorato la Resistenza. L’immagine cadente di Fini, Monti, Napolitano e Schifani rappresenta l’Italia. I vecchi occhi dei partigiani guarderebbero smarriti un deserto. Forse si metterebbero a piangere. Forse riprenderebbero in mano la mitraglia

"Il presidente dei partiti, che noi chiamiamo della Repubblica per un equivoco, non può dire che siamo l’antipolitica perché si va contro la costituzione a prendersela con un movimento che come il nostro ha già 130 consiglieri eletti in tutta Italia. Lui dovrebbe essere superpartes. Inoltre anche l’ultimo dei nostri consiglieri è stato eletto direttamente dai cittadini. Lui no".

Questa volta però il Presidente risponde, non si lascia attaccare restando in silenzio. Anche se, al solito, i suoi toni sono lontani anni luce da quelli del leader M5S.

Non bisogna dare fiato al demagogo di turno e non bisogna abbandonarsi a una cieca sfiducia nei partiti come se nessun rinnovamento fosse possibile. Il primo demagogo di turno fu il fondatore del movimento dell’Uomo qualunque, movimento che divenne anch’esso un partito e poi in breve tempo sparì senza lasciare alcuna traccia positiva per la politica e per il Paese.

Eccolo il destino disegnato da Napolitano per il Movimento 5 Stelle, sparire senza lasciare nulla di positivo alle spalle. Passa meno di un mese, e i due tornano a scontrarsi. L'occasione è il boom delle amministrative del Movimento 5 Stelle. Così Napolitano:

Ci sono motivi di riflessione per tutti, per le forze politiche e per i cittadini sui rapporti con la politica e sui problemi di governabilità oggi a livello locale. Boom? Di boom ricordo quello degli anni 60, altri non ne vedo.

Una battuta. Napolitano ha fatto una battuta. E Beppe Grillo - criticato in quanto porterebbe "problemi di governabilità" - ne approfitta al volo:

Sono rimasto a bocca aperta, spalancata, come un'otaria. Ho le mascelle che mi fanno ancora male. Là dove non hanno osato neppure i gasparri e i bersani ha volato (basso) Napolitano. Il Presidente della Repubblica, la massima carica dello Stato, a domanda sul MoVimento 5 Stelle ha risposto "Grillo, non vedo nessun boom!". L'anno prossimo si terranno le elezioni politiche e, subito dopo, sarà nominato il successore di Napolitano, che potrà godersi il meritato riposo. "Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale" (articolo 87 della Costituzione). Rappresenta anche il MoVimento 5 Stelle e anche, dopo queste elezioni, i suoi circa 250 consiglieri comunali e regionali scelti dai cittadini. Il boom del M5S non si vede, ma si sente. Boom, boom, Napolitano!

E arriviamo agli ultimi mesi, quelli in cui lo scontro tra Grillo e Napolitano si è concentrato soprattutto sulla "richiesta di privacy" che il Capo dello Stato aveva fatto sul caso Mps. Ecco la replica di Grillo:

È incredibile che anche il loro presidente della Repubblica dice che ci vuole la privacy, vuole mettere sotto silenzio questo sfascio

Da notarsi il "loro". Presidente del Pd? O presidente di tutti tranne che gli elettori a Cinque Stelle? Boh. Fatto sta che passano pochi giorni e Napolitano diventa il "mio" presidente. Perché? Semplice, perché aveva difeso l'onorabilità dell'Italia dagli attacchi post elettorali giunti da terra germanica.

Napolitano merita l’onore delle armi. In questi anni è stato criticato per molte scelte a mio avviso sbagliate, ma ieri in Germania ho visto, al termine del suo mandato, il mio presidente della Repubblica. Un italiano che ha tenuto la schiena dritta. (...) Napolitano ha deciso di non incontrare Steinbrueck “Parole fuori luogo o peggio, non ci sono le condizioni di un incontro. Rispettiamo la Germania, ma l’Italia esige rispetto”. Chapeau.

Ma la tregua non dura molto, questo l'attacco di Grillo dopo l'incontro al Quirinale con una delegazione del Pdl che lamentava la persecuzione giudiziaria nei confronti di Berlusconi.

Povero Paese dove un presidente della Repubblica invece di andare in prima serata in televisione a condannare un atto eversivo di portata enorme come la triste sfilata di parlamentari negli uffici giudiziari, riceve Alfano (ex ministro della Giustizia...) al Quirinale il giorno dopo.

Oggi, almeno, dovrebbe filare tutto più liscio.

Immagine | BeppeGrillo.it

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