Crisi Cipro: il governo studia un "piano B", ma è scontro tra Ue e Russia

Sembra scongiurato il prelievo forzoso, ma il governo cipriota deve trovare i soldi

È diventata una partita su più fronti quella che riguarda Cipro: c'è il fronte interno, con il governo Anastasiades che deve trovare i 5,8 miliardi di euro di garanzia per l'Europa senza il prelievo sui conti correnti, poi c'è quello continentale, con le autorità dell'Ue che parlano di "rischio epidemia" in arrivo da Cipro; infine c'è il fronte aperto tra Europa e Russia, che può destabilizzare ulteriormente la situazione.

Andiamo con ordine: nel pomeriggio a Nicosia il premier Anastasiades incontrerà i leader di tutte le forze politiche per illustrare loro i risultati della riunione-fiume di questa notte in cui il governo ha messo a punto un piano alternativo che possa incontrare il gradimento della Troika. È probabile che sia scongiurato il rischio di prelievo forzoso sui conti correnti: dovrebbero essere sicuramente salvi quelli al di sotto dei 100.000 euro, ma è possibile che sia la misura stessa a saltare. In alternativa, il governo starebbe pensando a un fondo di solidarietà i cui dettagli non sono però ancora stati resi noti, per ora si sa solo che si impegneranno i beni dello Stato. Esclusa comunque la rinegoziazione dell'accordo con l'Europa. Per il momento però le banche e la Borsa di Cipro resteranno chiuse fino a martedì prossimo.

Sul fronte europeo, il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem in un'audizione all'Europarlamento si è difeso dalle accuse piovutegli addosso per la questione del prelievo forzoso. Dijsselbloem ha spiegato che la situazione cipriota è eccezionale visto il peso del sistema bancario (pari a otto volte il Pil) e per questo il provvedimento non sarà replicato in altri paesi. Ha poi negato di aver proposto il prelievo forzoso, dicendo anzi di aver sempre escluso che i conti correnti al di sotto dei 100.000 euro dovessero essere interessati dalla misura. L'Ue, ribadendo che tocca al governo cipriota trovare i provvedimenti adatti, starebbe però pensando al modo di evitare la fuga di capitali non appena gli istituti di credito riapriranno. C'è però anche chi dà già per scontato il fallimento del piano di soccorsi, e quindi pensa al dopo, cioè all'uscita di Cipro dall'euro. Sarebbe il primo caso con conseguente rischio "epidemia". Intanto la Bce ha garantito liquidità solo fino a lunedì 25.

Infine c'è la Russia. Il paese, che ha molti interessi finanziari nell'isola, ha minacciato l'Europa di prendere seri provvedimenti se la soluzione adottata con Cipro finirà per ledere i capitali russi. "Seri provvedimenti" che consistono nel rivedere la quota in euro delle riserve finanziarie russe, che al momento ammontano al 41-42%. Una revisione al ribasso di questa quota destabilizzerebbe la moneta unica. Inoltre, il premier russo Medvedev ha minacciato anche il ritiro dei capitali di Mosca da Cipro, cancellando il trattato con Nicosia. Oggi il ministro delle finanze cipriota è a colloquio con il suo omologo russo per discutere la possibilità di un prestito ma anche di cooperazione nel settore bancario ed energetico.

Foto © Getty Images

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