Incarico di Governo: Napolitano si affida a Bersani o spunterà un outsider?

Su quotidiani, blog e social network si sente dire più o meno una sola cosa: Napolitano darà l'incarico a Bersani, che fallirà. Andrà per forza così?

"Bersani ci proverà", "Bersani non ce la può fare". Si possono riassumere così le due correnti di pensiero di chi sta scervellando in queste ore sulle chance del segretario del Pd di mettere in piedi un Governo se - come sembra - Napolitano gli affiderà l'incarico. Nessuno pensa - al di là di timori o speranze - che Pierluigi Bersani abbia veramente la possibilità di mettere in piedi un esecutivo e di ottenere la fiducia.

Si scomodano paragoni con il governo di minoranza (o della "non sfiducia", formula bellissima) di Andreotti nel '76. Si pensa che Bersani possa portare con sé qualche grillino responsabile, o che che qualche pidiellino pentito possa andare da Monti giusto in tempo per appoggiare il suo tentativo, si pensano un sacco di cose. Ma la verità è che Napolitano gli darà l'incarico solo se il leader Pd troverà i numeri al termine di un nuovo giro di consultazioni. Prima, quindi, di potersi cercare i voti direttamente in aula, come Bersani avrebbe voluto fare.

La situazione è talmente di incertezza che su Twitter non c'è un politico che nelle ultime ore si sia sbilanciato nelle previsioni. Il Movimento 5 Stelle pensa al No Tav Day di domani, il Pdl (che, si sa, vuole il governissimo e aspetta al varco) pensa alla manifestazione pro-Silvio e dalle parti della sinistra si registra un silenzio abbastanza angoscioso.

E i quotidiani? L'unico che si sbilancia è Repubblica: "Oggi incarico a Bersani". Il Corriere è più timido: "Bersani ci prova". Il Fatto Quotidiano ha almeno il coraggio di lanciarsi in una previsione: "Bersani sfida Napolitano: cerco i voti in Parlamento" (che è quello che Bersani vorrebbe fare, ma che a Napolitano non va). Il Giornale si lancia in un: "Berlusconi detta le sue condizioni, Bersani nel panico". Due cose vere, ma messa così sembra che le condizioni di Berlusconi siano la causa del panico di Bersani, che invece è falso. Ancora, Libero titola "Grasso che cola" (eh vabbè), il Manifesto punta sulla testardaggine di Bersani: "Mi incarico".

Guarda la gallery: le prime pagine dei quotidiani.

E via così, insomma. Ma se le prime pagine dei quotidiani si concentrano solo ed esclusivamente su Bersani, ecco che da altre parti rispuntano outsider che sembravano ormai bruciati. Scrive Lettera 43:

Nel caso che il progetto bersaniano fallisca e che fallisca senza arrivare al voto di fiducia, in campo potrebbe scendere Pietro Grasso per un altro tentativo. Potrebbe rivelarsi irripetibile la votazione che lo ha portato a guidare l’assemblea di palazzo Madama. Grasso però potrebbe fare appello anche ad altre forze politiche ed è noto che il centro-destra non ha motivi di principio contrari all’ex procuratore antimafia. Sia Bersani sia Grasso in pratica potrebbero farcela se accogliessero la proposta di dar vita a un governo di unità nazionale senza i grillini. Bersani lo esclude. Di Grasso vedremo in corso d’opera.

Insomma: se Bersani non ha chance perché ha chiuso mille volte la porta in faccia al Pdl, la stessa cosa non può dirsi di Grasso. Che al centrodestra nemmeno dispiace. Il problema è che pare che Napolitano sia un po' stizzito con Grasso e con quel suo "sono pronto a tutto per il paese" che è parso un po' prematuro. Anche Il Foglio di Ferrara però è sullo stesso piano: "Grasso Koalition".

Proviamo a tirare le somme. Una possibile convergenza del Movimento 5 Stelle è esclusa, e questo farà tirare le cuoia al tentativo di Bersani. Una personalità terza, tipo Piero Grasso, potrebbe avere qualche possibilità, ma solo nel caso arrivino i voti del Pdl, che Bersani non vuole. E quindi? La cosa più probabile resta una sola: si tornerà a votare entro breve.

Corriere
Il Giornale
Il Fatto Quotidiano
La Stampa
Libero
Il Manifesto
Il Messaggero
La Repubblica

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