Sergio Mattarella: chi è il nuovo Presidente della Repubblica

Sergio Mattarella: chi è il nuovo inquilino del Colle. La sua storia politica dalla DC alla Corte Costituzionale. E la vicenda che lega Mattarella all'uranio impoverito: è una bufala o no? E che fine ha fatto la politica?

31 gennaio - quarto scrutinio

ore 13:01 - Sergio Mattarella è il nuovo Presidente della Repubblica

ore 12:30 - Ci siamo, Mattarella è pronto per essere eletto. In rete scarseggiano le foto del nuovo Capo dello Stato!

Mattarella secondo i vignettisti

30 gennaio: il giorno della seconda votazione è, come preannunciato, un momento transitorio in attesa della resa dei conti per il quarto scrutinio, quando il quorum scenderà alla maggioranza semplice dei grandi elettori. Ci rilassiamo un po' anche noi andando a sbirciare come la satira di casa nostra, da quella più accreditata a quella artigianale, affronta l'argomento "Mattarella":

I tatticismi nella prima votazione

29 gennaio, aggiornamento delle 16: mentre è in corso la prima votazione il nome di Sergio Mattarella è sulla bocca di tutti, da quella del presidente del Consiglio a quelle dei battutisti di Twitter:

Chi è Sergio Mattarella?

Come già nel 2013, torna prepotentemente in corsa per il Quirinale Sergio Mattarella. Ex ministro Dc e Ulivo, lontano da anni dalla politica attiva e conosciuto perlopiù per aver dato il nome alla legge elettorale con cui l'Italia ha votato dal 1993 al 2005, è visto da molti come un nome di garanzia ma sufficientemente discreto da non fare ombra al governo.

Sergio Mattarella, classe 1941, è famoso soprattutto per la legge elettorale maggioritaria che mise a punto all'indomani del referendum del 1993: il cosiddetto mattarellum. Ma la carriera politica del costituzionalista siciliano parte da molto più lontano.

Antesignano dei governi di centrosinistra degli anni recenti, Mattarella cresce politicamente nella corrente Dc guidata da Aldo Moro ed è eletto in Parlamento nel 1983 in "quota" all'ala zaccagniniana del partito.

La sua militanza politica ha radici famigliari profonde: il padre Bernardo fu dirigente della Democrazia Cristiana, membro della Costituente e più volte ministro della Repubblica; il fratello Piersanti fu assassinato dalla Mafia nel 1980 mentre era Presidente della Regione Sicilia e aveva avviato un processo di rinnovamento delle istituzioni regionali per nulla gradito da Cosa Nostra.

Sergio Mattarella transita indenne dalla prima alla seconda Repubblica: è ministro dei rapporti con il Parlamento nei governi De Mita e Goria e poi dell'istruzione nel sesto governo Andreotti. Si dimette per protesta contro l'approvazione della legge Mammì, che norma il mercato radiotelevisivo fotografando la situazione esistente in quel momento (1990). Si può datare a questa occasione il suo primo atto pubblico ascrivibile all'antiberlusconismo, essendo Fininvest (progenitrice di Mediaset) tra i principali beneficiari della legge Mammì.

L'opposizone decisa al leader del PDL è un tratto distintivo della successiva carriera politica di Mattarella: dopo aver traghettato la sinistra DC nel Partito Popolare, rompe con Buttiglione che si allea con Forza Italia in vista delle elezioni del '96, senza prendere in considerazione le opinioni degli altri compagni di partito. Mattarella è tra i principali sostenitori "centristi" di Romano Prodi e del progetto Ulivo.

E' vicepresidente del Consiglio nel primo governo D'Alema, poi ministro della Difesa nel secondo governo D'Alema e nel successivo esecutivo di Giuliano Amato. Conclude la sua carriera parlamentare con la caduta del governo Prodi nel 2008. Dall'ottobre del 2011 è giudice della Corte Costituzionale.

Che aria tirava nel 2013?

Già nei giorni seguenti alle elezioni del 2013, il suo nome è emerso come possibile candidato alla successione di Giorgio Napolitano per il Quirinale. Il nome torna prepotentemente d'attualità dopo la fine anticipata del secondo mandato di Napolitano. Il curriculum di Mattarella è tra i più "stellati" in circolazione per il ruolo di Capo dello Stato e pure la sua carriera nell'area "moderata" potrebbe mettere d'accordo aree apparentemente lontane del Parlamento. Resta però il nodo dei suoi pessimi rapporti con Berlusconi, che ha recentemente minacciato ritorsioni se il prossimo Presidente della Repubblica non sarà scelto secondo una logica largamente condivisa: di certo il Cavaliere non si sarà dimenticato di quando Mattarella definì l'ingresso di Forza Italia nel Partito Popolare Europeo "un incubo irrazionale". Sarebbe il primo siciliano al Quirinale.

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