Pierluigi Castagnetti: chi è?

Ex segretario Ppi, tra i fondatori della Margherita. È uno dei papabili alla presidenza della Repubblica che, secondo i calcoli del Pd, può aiutare le trattative con il Pdl


Cosa ci fa Pierluigi Castagnetti nella rosa di nomi di possibili presidente della Repubblica? Ex segretario del Ppi, tra i fondatori della Margherita, auto-rottamatosi in tempi non sospetti (ha annunciato con due anni di anticipo sulla fine della legislatura che non si sarebbe ricandidato); potrebbe tornare utile nelle trattative con il Pdl. Perché? Trattasi di un cattolico che da sempre intrattiene ottimi rapporti con le gerarchie vaticane e sul quale quindi il Cavaliere potrebbe non avere pregiudizi. Si fa notare anche che Matteo Renzi è in ottimi rapporti con lui, cosa che può sempre tornare utile in un momento così delicato all'interno del Partito Democratico.

Ma qual è la storia di Castagnetti? Nato a Reggio Emilia nel 1945, laureato in Scienze Politiche, entra subito nelle fila della Democrazia Cristiana. A 35 anni diventa consigliere regionale in Emilia Romagna per poi diventare segretario regionale della Dc in una terra dominata dal Partito Comunista. Nel 1987 il grande salto nella politica nazionale: eletto in Parlamento, rimane per due legislatura, facendosi notare soprattutto per il voto contrario (assieme ad altri colleghi di partito) sulla partecipazione dell'Italia alla prima guerra del Golfo.

Il disastro di Tangentopoli e la dissoluzione della Dc fanno saltare l'appuntamento con il Parlamento nella legislatura che parte nel 1994 con il primo governo Berlusconi; ma pochi mesi dopo riesce comunque ad approdare al Parlamento Europeo. Nel frattempo viene fondato il Partito Popolare Italiano dall'esperienza del Patto per l'Italia di Mino Martinazzoli. Castagnetti già nel 1997 punta alla segreteria ma viene sconfitto da Franco Marini (altro papabile alla presidenza della Repubblica e già presidente del Senato). La conquista della posizione di segretario arriva nel 1999.

Castagnetti è in prima linea della ricostituzione del centro riformista per ancorarlo, unito, al centrosinistra: è tra i fondatori della Margherita, inizialmente un cartello che riunisce il Ppi, i Democratici di Rutelli, Rinnovamento Italiano e l'Udeur. Nel 2001 è eletto deputato, ma solo un anno dopo arriva una grana giudiziaria: il pm di Ancona Paolo Gubinelli lo rinvia a giudizio con l'accusa di corruzione, accusato di aver accettato 15 milioni nel '91 per fare un favore politico a un imprenditore anconetano. Il processo cade in prescrizione. Da notate, però, che nel 2012 lo Castagnetti ha chiesto di riaprire il processo e di poter presentare le sue prove che lo scagionano dalle accuse, richiesta respinta non perché non fosse valida, ma solo per ragioni processuali.

Nel 2006 viene eletto deputato nelle liste dell'Ulivo diventano vicepresidente della Camera e nel 2008 Presidente della Giunta per le Autorizzazioni. Nel 2011 fa sapere che non si ricandiderà per favorire il rinnovamento della politica italiana.

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