L'appello di Cicala a Berlusconi. È giusto trattare con Al Qaeda? Sondaggio


Come purtroppo sappiamo, Sergio Cicala e sua moglie Philomene Pawelgba, rapiti in Mauritania lo scorso 17 dicembre, sono ormai da due mesi e mezzo in mano ai terroristi di un'organizzazione che si richiama ad Al Qaeda. La novità è che ieri l'italiano (o meglio, i terroristi stessi) hanno fatto pervenire un video che implora il Governo italiano di intercedere.

Nel video Cicala è in ginocchio in mezzo ai suoi sequestratori e si appella alla generosità di Berlusconi, ricordando che l'ultimatum è ormai scaduto:

«Spero che il governo si interesserà il più presto possibile alla nostra situazione e quindi alle nostre vite, attendiamo con fiducia che questa situazione possa risolversi nella maniera migliore possibile, con la liberazione mia e di mia moglie; il presidente Berlusconi è sempre stato noto per la sua grande generosità, spero che possa aiutare me e mia moglie»

Le richieste dell'organizzazione, che grazie a questo rapimento ha guadagnato grandissimo credito nell'ambito del terrorismo islamico, sono di rilasciare un gruppo di "combattenti" detenuti nelle prigioni della Mauritania. Il punto, non dissimile da tanti casi simili in passato - non ultimo il rapimento Moro - è se sia giusto trattare con i terroristi.

La linea morbida nei sequestri può salvare qualche vita nell'immediato, ma storicamente ha sempre portato a un aumento dei sequestri stessi. Il che alla fine si traduce in un bilancio di vittime ancor più negativo. Linea morbida o linea dura, dunque? Diteci come la pensate.

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